strada di Wuhan

Nel cuore di Wuhan, città focolaio dell’epidemia da coronavirus che fa tremare il mondo, c’è anche uno studente italiano bloccato in Cina a causa dell’emergenza, che ha documentato la situazione ‘spettrale’ nella megalopoli. 11 milioni e mezzo di abitanti e strade completamente deserte, negozi presi d’assalto per fare rifornimento di cibo e restare chiusi in casa per evitare il contagio. “Non so quando tornerò“.

Wuhan “città spettrale”: i video

Desert in Wuhan“: recita così la didascalia inserita da Lorenzo Di Berardino, a corredo di uno dei video che documentano la situazione nel cuore dell’incubo, dentro la città epicentro dell’epidemia del nuovo coronavirus.

Il 22enne si trova in Cina per motivi di studio e il suo rientro in Italia era previsto tra pochi giorni, ma attualmente si trova bloccato per questioni di sicurezza legate al rischio di diffusione del nuovo virus. “Abbiamo fatto scorta di cibo, rimaniamo tutti chiusi in casa“, ha raccontato postando foto di un negozio letteralmente vuoto.

negozio vuoto a Wuhan
Negozio vuoto a Wuhan – Fonte: Twitter/Lorenzo Di Berardino

Il ragazzo si trova in un campus universitario e ha raccontato via Twitter parte dell

Sono qui da settembre per un semestre di studio all’estero, sarei dovuto rientrare lunedì ma con le nuove disposizioni molto probabilmente non sarà possibile“, ha detto il 22enne all’Ansa, il 23 gennaio scorso.

Di Berardino parla di “una città quasi totalmente deserta. Le poche persone che si vedono per strada sono totalmente coperte dalla testa ai piedi, che poi è anche quello che abbiamo fatto anche noi stessi, per evitare in tutti i modi di essere esposti a qualsiasi tipo di rischio“.

Situazione in evoluzione: si aggrava il bilancio dei morti

La situazione è in continua e repentina evoluzione, stando a quanto riportato dalle autorità sanitarie locali.

Si aggrava il bilancio dei morti da coronavirus: i decessi finora registrati sono 26, 830 i casi accertati al 24 gennaio.

In Cina sarebbero in corso accertamenti su un migliaio di pazienti che avrebbero manifestato una sintomatologia riconducibile a polmonite virale.

Dopo il sospetto caso di Bari che riguarda una donna di ritorno da Wuhan, La Nuova Venezia riporta la notizia di una studentessa veneziana che si troverebbe in quarantena nell’area interna all’epicentro, precisamente in un college della Huazhong University of Science and Technology.

Il blocco dei trasporti, in entrata e uscita, sarebbe stato esteso nelle ultime ore e interesserebbe attualmente 9 città cinesi, con un bacino di circa 33 milioni di persone coinvolte entro il perimetro dell’isolamento predisposto dalle autorità nazionali. A partire dalla giornata del 25 gennaio scatta la chiusura di Disneyland Shanghai, come rivelano fonti sanitarie locali.

Coronavirus: il salto di specie

Sono ore concitate anche sul fronte della scienza, con diversi esperti che finora si sono espressi sulla matrice esatta della diffusione del nuovo virus e sulla modalità con cui potrebbe essere avvenuto il salto di specie animale-uomo.

Secondo quanto riferito alla rivista Nature da David Robertson, dell’Università di Glasgow (Scozia), non ci sarebbero evidenze certe sull’ipotesi che i ‘serbatoi’ del virus 2019-nCoV siano i serpenti.

I sintomi

E proprio in queste ore, dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) arriva un ulteriore nota di approfondimento sull’attuale situazione che vede l’Italia tra i primi Paesi ad aver adottato misure di monitoraggio e prevenzione negli aeroporti.

Questo virus – si legge sul sito Iss -, che avrebbe fatto un salto di specie dall’animale all’uomo, si trasmette ora da persona a persona per contatto ravvicinato (…). Sembra causare soprattutto polmoniti, ma non è noto quale sia la proporzione di casi più lievi“.

I coronavirus (CoV), il cui nome è dovuto alle tipica forma di ‘corona’ data dalla presenza di punte in superficie, sono virus respiratori che possono generare un quadro di sintomi di lieve o importante entità.

Si va dal banale raffreddore, con tosse o febbre, a difficoltà respiratorie e sindromi come la Mers (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la Sars (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome).

L’individuazione del ceppo del nuovo coronavirus che fa tremare il mondo, scientificamente 2019-nCoV, è stata resa nota il 9 gennaio scorso (mai identificata nell’uomo prima di allora) da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e questo virus è associato a un focolaio di polmonite virale con casi registrati a Wuhan a partire dal 31 dicembre 2019.

*immagine in alto: fonte/Twitter Lorenzo Di Berardino, frame video (dimensioni modificate)