Kobe Bryant in primo piano

Star, leggenda: questi gli appellativi con i quali viene ricordato in questi momenti il grande Kobe Bryant, l’ex asso vincente dell’NBA vittima di un incidente in elicottero a Calabasas, in California. La notizia, lanciata inizialmente solo da TMZ.com è stata poi confermata dalle agenzie stampa americane. La vita e la carriera della leggenda del basket scomparsa a soli 41 anni.

Kobe Bryant, tra gli sportivi più famosi e forti al mondo

Viaggiava in elicottero insieme ad altre persone il grande Kobe Bryant, uno degli ex cestiti indubbiamente più forti al mondo.

Non solo una leggenda per gli amanti del basket ma una vera e propria icona, uno di quei campioni entrati a far parte dell’Olimpo comunemente condiviso. Nato a Filadelfia nel 1978, è da considerarsi uno dei più grandi e forti cestisti – precisamente una guardia tiratrice – che l’NBA abbia mai visto.

I fan, e non solo, sanno però che Kobe Bryant aveva trascorso la sua infanzia in Italia, tra Reggio Calabria, Rieti, Reggio Emilia e Pistoia. Il padre giocava a basket in Italia. Tifoso milanista non ha mai dimenticato l’Italia, tanto che ancora ne parlava la lingua.

Il volto dei Los Angeles Lakers

Volto dei Los Angeles Lakers, con la quale ha conquistato 5 titoli, proprio Kobe Bryant riuscì a conquistarsi il primato di cestista che per più tempo – per 20 anni – ha militato nel basket indossando sempre la medesima casacca. Difficile riuscire ad elencare tutti i titoli vinti da Bryant o tutte le competizioni in cui è riuscito a brillare. Citando solamente gli eventi più in vista, insieme alla nazionale statunitense, Kobe Bryant è riuscito a conquistare la medaglia d’oro ai FIBA Americans Championship 2007, alle Olimpiadi di Pechino 2008 e alle Olimpiadi di Londra 2007.

La passione per il basket diventata la sua vita

Ma non solo successi in ambito sportivo: lo stesso Kobe Bryant riuscì a vincere anche un Premio Oscar per Dear Basketball, trionfante nella categoria miglior cortometraggio d’animazione. Ritornando però sul campo da basket, il nome di Kobe Bryant è leggendario alle orecchie di chiunque lo abbia anche solo sentito nominare una volta, considerato unanimemente uno dei migliori marcatori di sempre nella storia dell’NBA.

Una passione, quella per il basket, maturata sin dall’età di 3 anni e che lo ha portato ad incidere il suo nome nella storia, destinato a sopravvivere per sempre anche oltre la sua morte.

La cerimonia degli Oscar

Il suo addio al basket, a cui aveva dedicato una commovente lettera, era diventato un cortometraggio con cui aveva vinto perfino un Oscar. Durante la cerimonia di premiazione aveva dedicato parole alla moglie parlando in italiano, a dimostrazione di quanto ancora contasse l’Italia nella sua vita dopo tanto tempo passato negli USA.

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Chi era Gigi Bryant

Gianna Maria Onore era sull’elicottero insieme al padre ieri, prima di precipitare. La figlia del campione di basket aveva solo 13 anni, era soprannominata Gigi, ed era la secondogenita delle 4 figlie avute con la moglie Vanessa. Insieme stavano andando a un allenamento della squadra di pallacanestro di Gigi, nell’area di Los Angeles. Condivideva con il padre una grande passione per lo stesso sport, e proprio uno affianco all’altra avevano visto molte partite NBA.

Intervistato durante il famoso programma di Jimmy Kimmel Kobe Bryant aveva raccontato un aneddoto riguardante la figlia: “I miei fan si avvicinano a me quando c’è anche lei e mi dicono: ‘Devi avere un figlio maschio per portare avanti la tua eredità’. Lei a quel punto interviene dicendo: ‘Tranquilli, ci penso io’“.

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Gigi working on that stroke #wristwork #wnbafinals

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