Christian De Sica

Christian De Sica, una lunga carriera di successi, figlio d’arte, le prime apparizioni cinematografiche, lo scambio dei compiti in classe con Carlo Verdone e il ritorno al Festival 2020. Lo sapevate che prima di diventare un grande attore, faceva il cameriere? Il racconto della sua vita in un’intima intervista.

De Sica:“Mi vergognavo a fare l’attore, all’inizio facevo il cameriere”

“Mi vergognavo a fare l’attore”, esordisce così Christian, al Corriere della Sera, suscitando la curiosità degli interlocutori. Con padre e madre entrambi attori, viene difficile pensarlo. Invece De Sica confessa di aver proprio subito il peso del successo dei suoi genitori.

“Non volevo fare brutte figure e, siccome avevo una fidanzatina venezuelana, me ne andai dall’altra parte del mondo”, inizia così la sua avventura all’estero, trovando lavoro come cameriere in un albergo di Caracas. Proprio durante questa esperienza Christian conosce Renny Ottolina, un produttore radio-televisivo particolarmente amato dal pubblico. “Mi prese in simpatia e mi offrì un contratto da cantante-attore, intrattenitore”, fino al rientro in Italia, a causa di un’epatite contratta in Amazzonia.

De Sica e la scelta di fare l’attore

Di ritorno a casa, Christian si iscrive alla facoltà di Lettere, “papà voleva che mi laureassi”.

Quando aveva espresso al padre il desiderio di fare l’attore, lui gli aveva chiesto se fosse diventato matto. Per questo, la vita di Christian si divideva così: di giorno frequentava l’università, di sera cominciava ad esibirsi in qualche locale di nascosto. “Ho dato solo 7 esami: due 30 e lode e cinque 30. Per fortuna non ho continuato, sarei stato un laureato fallito“, commenta. Per questo, la carriera letteraria è ben presto naufragata.

Christian:“A Verdone passavo le versioni di greco”

La sua vocazione era il cinema, la stessa di Carlo Verdone, amico d’infanzia. “Io ero stato precedentemente bocciato e quando entrai nella sua classe, (di Carlo) tutti mi guardavano male”, perché, spiega, figlio d’arte. Carlo era seduto tutto solo al banco. Per Christian, quella visione era salvifica e per togliersi dall’imbarazzo della situazione gli aveva detto: “Se mi fai sedere accanto a te, ti passo tutte le versioni di greco già tradotte”. Questa frase ha segnato l’inizio di una lunga e inseparabile amicizia (Christian ha anche sposato la sorella di Carlo, Silvia).

Vittorio De Sica, padre e grande artista

Vittorio è morto quando il figlio aveva 23 anni. Lui si dice contento di aver intrapreso la carriera del padre prima della sua morte, facendosi strada da solo. A casa, un borghese come tanti, sul set severo e rigido, Vittorio teneva molto all’educazione dei suoi figli: a tavola zero parolacce, tutto doveva essere in ordine. D’altronde, era un uomo nato nel 1901, con una fama internazionale: “Mi sono reso conto della sua importanza al funerale, una marea di gente gli rese omaggio”, ribadisce Christian.