Cronaca

Torino, altro grave episodio antisemita: “Crepa sporca ebrea”

Dopo il caso di Mondovì, a Torino è apparsa un'altra scritta antisemita sul muro di casa di una donna 70enne, figlia di una staffetta partigiana
scritta antisemita su un muro di Torino

Nel Giorno della Memoria appena passatp è avvenuto un altro gravissimo episodio di antisemitismo che ribadisce ancora una volta il valore fondamentale della giornata stessa. È successo a Torino, dove una signora con madre di origini ebree si è ritrovata una pesante scritta sulla porta di casa. Tristemente, nei giorni scorsi si sono verificati casi simili.

La scritta sulla porta di casa

Ricordare è fondamentale, affinché la storia non si ripeta. Questa è la frase che più viene associata al 27 gennaio, Giorno della Memoria, per ribattere a chi oggi la trova una ricorrenza superflua, lontana.

I pericoli dell’odio, del razzismo, dell’antisemitismo, dell’omofobia, del Male tuttavia sono ancora radicati nel mondo, come un altro virus killer di cui non si riesce a trovare il vaccino definitivo.
Succede così che a Torino, in un palazzo di corso Casale, una signora di oltre 70 anni ha trovato la scritta “Crepa sporca ebrea scritta sul muro. La donna, riporta l’Ansa, è figlia di una staffetta partigiana di origini ebree e non ha esitato a denunciare il tutto alla Questura.

È una brutta scritta, fa male. Fa tanto male” dice la signora, nelle parole riportate da Ansa.

Il post del nipote della donna

A riportare la vicenda è stato anche il nipote della donna, su Facebook. “Sì, mia nonna era ebrea – dice nel post che accompagna l’infame scritta – Pubblico questa immagine in modo da rendere anche per gli altri un po’ più ‘reale’ questa ricorrenza e lascio questa giornata con un forte sconforto essendomi reso conto che di fianco a me esistono ancora ‘persone’ in grado di concepire questa breve frase“.

Durissima anche la reazione del sindaco di Torino, Chiara Appendino.

Mentre la Città cancellerà quelle scritte – scrive – voi continuerete ad affogare nella vostra ignoranza e nel vostro anonimato“.

Ecco il relativo post su Facebook.

Nei giorni scorsi altri casi simili

La stessa ha sottolineato come il suo non sia un caso isolato e questa ondata di antisemitismo dell’ultima ora sembra essersi concentrata tutta negli ultimi giorni. Con quello della signora di Torino sono già 2 infatti i casi avvenuti nei giorni scorsi. Nei giorni scorsi era arrivata la denuncia da Mondovì, dove qualcuno ha scritto “Qui ebrei” sulla porta di casa di Aldo Rolfi, figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi.


Questo drammatico e stupido gesto ha ricevuto risposta anche dal sindaco di Milano Beppe Sala, che sulla porta di casa sua ha scritto “Antifa hiera”, “qui vive un antifascista“. Il suo gesto ha trovato sostegno e cartelli simili sono apparsi in diverse scuole e città.

Il caso di Brescia: vetrine rotte, insulti razzisti e svastica

Infine, un caso segnato da ancora più violenza è accaduto a Rezzato, nel bresciano. Qui, riportano i media locali, alcuni uomini hanno spaccato la vetrina di un bar gestito da una donna di origini marocchine. Non per rubare, ma per scrivere “Neg*a tr**a” sul pavimento, assieme ad una svastica, disegnata tra l’altro al contrario.

La donna ora ha paura e il Giorno ha riportato una sua dichiarazione: “Non so neanche se potrò riaprire, perché dopo una cosa del genere non me la sento“.

Per contrastare questa ondata d’odio, il tam-tam sui social ha organizzato un “aperitivo solidale” fuori dal bar della donna. La speranza è che questo gesto, assieme alle scritte di Sala e molto altro, bastino per coprire il clamore di questi gesti antisemiti e razzisti e dimostrare, ancora una volta, che c’è chi non dimentica, ma per i motivi giusti.

Potrebbe interessarti