aula del senato italiano

L’indiscrezione viene lanciata oggi dal Fatto Quotidiano, ma già nelle scorse settimane c’erano state le prime avvisaglie: il Senato sarebbe pronto a riprendersi i vitalizi, annullando così la delibera del 2018 tanto voluta dal M5S. Il nuovo contributo sarebbe solo temporaneo e in misura molto inferiore rispetto ai tagli imposti in precedenza.

Il taglio dei vitalizi introdotto nel 2018

Tanto tuonò che piovve, sembra il caso di dire. La battaglia contro il taglio dei vitalizi è stato uno dei cavalli di battaglia del M5S sin dalla sua nascita, assieme al Reddito di Cittadinanza.

Se quest’ultima misura sta avendo adesso i primi effetti, sembrerebbero già conclusi quelli dei tagli ai vitalizi introdotti dal 1 gennaio 2019.
Questa prevedeva tagli fino all’80% dei vitalizi percepiti da politici ed ex politici, misura che aveva garantito 44 milioni di risparmio l’anno. Contro la decisione, erano arrivate migliaia di lamentele e tentativi di ricorso. Da qui l’istituzione di una Commissione, la cui composizione tuttavia ha fatto gridare al conflitto di interessi, come aveva denunciato Paola Taverna.

Post di Paola Taverna
Post di Paola Taverna

La Commissione formata dai senatori

L’indiscrezione sulla decisione della cosiddetta Commissione Contenziosa di Palazzo Madama era stata anticipata dal quotidiano Il Tempo già a a inizio mese, ma ora sembra aver trovato corpo nell’anticipazione fornita da Il Fatto Quotidiano.

Questa Commissione tuttavia sembra una sorta di “giustizia interna”, perché è composta dai senatori Giacomo Caliendo, Simone Pillon, Cesare Martellino, Alessandro Mattoni e Alessandra Riccardi. Tutte persone direttamente interessate dal ripristino dei vitalizi. Un conflitto di interessi che a novembre aveva portato alle dimissioni della pentastellata Elvira Evangelista.

La decisione della Commissione interna

La Commissione, designata dalla presidente Casellati, sarebbe quindi incline a modificare radicalmente il taglio dei vitalizi ai parlamentari e lo farebbe impugnando la Costituzione.

Il Fatto Quotidiano anticipa che le ragioni sono dovute alla contestazione dellatotale rimozione di provvedimenti di liquidazione a suo tempo legittimamente adottati in riconoscimento e attuazione del diritto assicurato dalle norme allora vigenti”.
Viene contestato inoltre che il vitalizio sarebbe equiparabile alla pensione e la Costituzione prevede che “tali trattamenti possano essere modificati solo a certe condizioni e ponendo limiti a mutamenti peggiorativi“.

Le nuove regole sui tagli ai vitalizi

La decisione definitiva spetterà alla camera di consiglio convocata per il 20 febbraio, ma sembra che abbiano già tracciato le nuove linee guida per cambiare e sostanzialmente annullare il taglio dei vitalizi.


Secondo quanto anticipato, non saranno più su base contributiva, ma limitati ad un massimo del 20% e per un breve periodo di tempo. Contestualmente, la Commissione avrebbe così accolto “i ricorsi e annulla le disposizioni nella parte in cui prevedono una rideterminazione degli assegni vitalizi anziché la loro riduzione“.

Questo significa un sostanziale reintegro dei vitalizi, restituiti anche con gli arretrati. Il M5S avrebbe così festeggiato la vittoria di una battaglia, senza considerare che la guerra era ancora in atto.