diletta leotta a sanremo

A freddo il monologo di Diletta Leotta nella prima serata di Sanremo 2020 sta suscitando non poche polemiche. La bionda e sinuosa conduttrice sportiva, oltre che dedicare parole dolcissime alla nonna seduta in platea, ha parlato di bellezza.

La bellezza capita, non è un merito“. Sono state queste parole a spaccare il pubblico. E non è mancato chi ha attaccato la Leotta per queste parole, come Monica Leofreddi e Francesca Barra. A convincere poco questa porzione di spettatori, rappresentata proprio dai commenti delle due giornaliste, il fatto che Diletta si sia sottoposta ad una serie di interventi chirurgici.

Il twee della Leofreddi su Diletta Leotta

Monica Leofreddi è quindi intervenuta su Twitter, e con un cinguettio ha espresso il suo parere a riguardo.

monica leofreddi
Il Tweet di Monica Leofreddi

Con tutto il rispetto per Diletta Leotta” scrive la conduttrice. “Ma che la Bellezza come valore debba essere rappresentata da una che a 28 anni si è rifatta tutta, non mi sembra il massimo” commenta sottolineando quello che suona come un colmo.

Il post di Francesca Barra su Diletta Leotta

Anche Francesca Barra si è espressa.

Con un post su Instagram molto meno sintetico rispetto a quello della Leofreddi, ma necessario ad esprimere il suo punto di vista. “L’ho sempre difesa dagli attacchi e lo sapete” ha cominciato col dire la moglie di Claudio Santamaria. “Ma ieri sera non ho apprezzato il presuntuoso monologo di Diletta Leotta: un finto “smascheramento” che ha cercato la complicità del pubblico, senza riscontro. Se vuoi fare tv verità devi dire la verità, abbassare la maschera per davvero. Perché risulti solo retorica se ciò che dici non corrisponde a ciò che sei.

Perché lei poteva liberarci dall’ipocrisia e raccontare che sì, si può avere paura di invecchiare. Di non corrispondere ai canoni estetici che sognavamo e di essere libere di ristrutturarsi quando non ti “capita” la bellezza che desideravi per te stessa“.

francesca barra
Il post di Francesca Barra

Un gesto rivoluzionario, secondo la giornalista, sarebbe stato dunque quello di ammettere la scelta del ritocco, con fierezza e coraggio, come sinonimo di libertà. “Perché ritoccarsi è una libera scelta di buon senso, buon gusto, ma pur sempre una libera scelta.

E se l’avesse ammesso sarebbe diventata la paladina di un’altra verità, seppur scomoda. Avrebbe sdoganato un sacrosanto diritto al libero arbitrio sul proprio corpo, manifesto vero di emancipazione. Anche perché la differenza la fa sempre chi indossa un abito, come lo si indossa. Si può essere naturali e volgari allo stesso tempo, infatti. Ma se mi dici che le rughe non ti fanno paura non serve, non ti credo e non basta la nonna a renderti credibile. Perché se non sei la Magnani e le rughe non le mostri, allora sí, hai paura cara Diletta”. Infine la Barra ha concluso: “E qualcuno te lo doveva suggerire che non c’è niente
di male.

Il male è nell’inganno e non è estetico. Ma se menti si vede, e non c’è trucco (o trucchetti) che servano“.