Valerio Soave e Morgan

L’uscita di scena di Bugo durante l’esibizione con Morgan, al Festival di Sanremo 2020, è stato un imprevisto tanto sconvolgente quanto clamoroso, in grado di oscurare parzialmente le luci di un’edizione nel segno del successo. A parlare della questione, dopo le dichiarazioni dell’ex Bluvertigo, il manager di Bugo, Valerio Soave: “Vedeva complotti ovunque, va aiutato“.

Il manager di Bugo parla del caso Sanremo 2020

Valerio Soave, manager di Bugo, ha parlato di Morgan del caso sfociato nella rumorosissima squalifica da Sanremo 2020. Lo ha fatto negli studi di Storie Italiane, ai microfoni di Eleonora Daniele, tracciando il perimetro di una versione in piena antitesi con quella portata avanti dall’artista nel salotto di Barbara d’Urso (dove si è definito “umiliato” come musicista per un presunto complotto ordito alle sue spalle dallo staff del collega in gara con lui al Festival).

Stavo attento a non farmi vedere da Morgan. C’era una situazione molto tesa. Lui aveva identificato in me il sabotatore dei brani che lui in estremo ritardo aveva inviato all’orchestra di Sanremo. Noi ci eravamo fatti portavoce delle bocciature dei brani definiti dal maestro De Amicis ineseguibili“.

Marco Castoldi ha accusato l’entourage di Bugo di aver costituito una sorta di ‘cartello’ per emarginarlo e metterlo in cattiva luce sul palco dell’Ariston (“Mi hanno tolto la camera d’albergo, non davano i pass ai miei collaboratori, hanno occultato le partiture“).

Parole pesantissime a cui Soave – accusato anche da Morgan di avergli alzato le mani – ha replicato fornendo un resoconto completamente diverso: È tutto completamente inventato, ho le fatture delle camere d’albergo, tutti i suoi collaboratori avevano i pass. (…) Lui non ha pagato un euro, ha avuto tutto pagato: dalla suite del valore di 8.500 euro a tutti gli extra.

Lui dice che lo volevo emarginare, ma io non avrei avuto alcun interesse a farlo“.

Valerio Soave: “Morgan va aiutato”

Secondo Valerio Soave, dunque, Morgan avrebbe riferito circostanze del tutto prive di fondamento. Sull’ipotesi di sporgere una denuncia contro l’artista per diffamazione, il sembra comunque frenare.

Abbiamo fatto una riunione dove Morgan ha detto che io gli ho messo le mani addosso. Secondo voi? Quella riunione è stata il 18 dicembre, c’erano molti testimoni.

Lui provoca ed è molto aggressivo ma io non ho messo le mani addosso a nessuno“.

Morgan ha dichiarato di essersi sentito usato, con lo scopo di spingere la popolarità di Bugo: “Era il loro progetto fin dall’inizio, perché soffriva il palco e non riusciva ad emergere“.

Quando si parla di diffamazione diventa un reato d’ufficio: non si può più ritirarlo e il minimo previsto sono cinque anni di reclusione. Siccome gli voglio bene, dico che Morgan va aiutato e non condannato. Lo dico ai suoi amici e ai media che amplificano i suoi deliri e le sue manie di persecuzione: “Aiutatelo, o lo avrete sulla coscienza.

Aiutiamo Morgan, è 25 anni che lo seguo e lo conosco. Stategli vicino“.

Secondo Soave, il 26 gennaio scorso, a una settimana dall’inizio del Festival, gli sarebbe arrivata una richiesta da parte dell’avvocato di Morgan. Soave parla di un “ricatto mascherato sotto forma contrattuale” infarcito di “condizioni vessatorie: “Io avrei dovuto versagli 55mila euro entro il 30 gennaio, lui aveva facoltà di non partecipare al Festival di Sanremo. È vero, è un tentato ricatto, ma questo sarà l’autorità giudiziaria a dirlo“.

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