conferenza stampa in regione lombardia

Il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera hanno aggiornato sulla situazione in Lombardia, uno dei focolai del coronavirus in Italia. Sembra che la maggior parte dei casi abbia avuto origine a Codogno, nel lodigiano, la zona tenuta al momento in quarantena. Il numero dei casi riscontrati in Lombardia è salito a 39.

Lombardia, Fontana: “Infenzioni originate nel lodigiano”

Il governatore della regione Attilio Fontana rompe gli indugi nella conferenza stampa rinviata di 2 ore. “Si sono verificati altre infezioni che sono tutte per ora riferibili all’origine del territorio in cui si è verificata la prima, l’alto lodigiano“, annuncia il presidente leghista, “Abbiamo una serie di proposte che abbiamo riferito al governo che entro poche ore dovrebbe riferirci le sue decisioni.

Il numero delle persone infettate nel nostro territorio è salito a 39“.

Gallera: massima attenzione al territorio

L’assessore Gallera aggiorna sulla situazione annunciando l’elevato numero di test che la Regione e la Sanità stanno effettuando. “Sembra che in Italia sia scattato un click. Sono emerse in Lombardia un’azione di screening molto forte e si sta definendo un quadro. Anche in Veneto si sono verificati 12 casi positivi“, dichiara Gallera, “Rispetto alla situazione lombarda abbiamo la conferma che l’area del lodigiano è al centro di un focolaio, perché tutte le situazioni di positività hanno avuto contatti con il pronto soccorso e l’ospedale di Codogno.

Abbiamo investigato sul territorio e su tutti i contatti dei primi 6 casi. Abbiamo fatto 259 screening, quindi abbiamo un numero molto alto di tamponi“.

Non è certo che la vittima lombarda sia morta per il coronavirus

Gallera ha anche chiarito sulla vittima del coronavirus, la pensionata morta questa mattina: “Una persona di 77 anni aveva tutta una serie di sue patologie.

A questa persona post mortem per scrupolo è stato fatto un tampone che è risultato positivo. Non è stata ancora fatta l’autopsia quindi non possiamo accertare che sia morta per il coronavirus“.

Inoltre ci sono altri casi nel territorio, sempre collegati al focolaio del lodigiano: “A Cremona una ragazza di 38 anni era in ospedale da qualche giorno, aveva un collegamento con un lavoratore di Codogno. Invece a Pavia si sono individuate 2 positività: una pediatra e un medico di medicina generale.

La pediatra aveva fatto la rx a Codogno, ha ambulatori nel territorio, dove stiamo andando a fare verifiche“. In ogni caso, assicura l’assessore, “Nell’area del focolaio le misure messe in campo aiutano ad evitare un’ulteriore diffusione del virus“.

Sul resto della Lombardia, Gallera assicura che non è in atto “Nessuna pandemia, non ci sono comunicazioni che nel resto della regione devono essere applicate misure di alcun tipo. Non c’è una motivazione per cui in altri comuni debbano essere adottate altre misure“.

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