Patrick George Zaki, lo studente egiziano arrestato

Ennesima doccia fredda per Patrick Zaki, lo studente dell’Alma Mater di Bologna di origini egiziane arrestato a Mansoura, Egitto. Durante la seconda udienza che si è tenuta oggi, i giudici hanno predisposto altri 15 giorni di carcere.

Zaki resta in carcere

L’udienza si è tenuta nel palazzo di giustizia di Mansoura, questa volta Patrick è arrivato in aula in condizioni visibilmente migliori, barba e capelli rasati e il morale alto. Lo studente ha risposto alle accuse della procura in merito ai famigerati post sovversivi pubblicati sui social.

Zaki ha negato che sia i post sia l’account da quali sono stati pubblicati siano suoi ma, nonostante questo, i giudici hanno deciso per il ragazzo altri 15 giorni di carcere.

La prossima udienza è prevista per il 7 marzo.

Amnesty contro la decisione

Secco il commento di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha definito quanto deciso dai giudici come “Crudele e non necessario” anche perché, spiega Noury: “Non c’è possibilità di inquinare le prove”.

L’avvocato di Zaki, Whalid Hassan, parlando del suo assistito, ha descritto un 27enne che, nonostante la situazione, ha un morale alto.

Ha detto tutto quello che c’era da dire. Ha parlato di tutto. Gli è stato concesso di parlare di tutto e, qualsiasi cosa che lo disturbasse, è stata eliminata”. Lo stesso Patrick ha riferito al suo legale che le sue condizioni migliorate.

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