Asia Argento dopo la condanna di Weinstein:

È ancora fresca la condanna di Harvey Weinstein, dichiarato ufficialmente colpevole di atti sessuali criminali di primo grado e di stupro di terzo grado. Tra le donne che hanno avuto il coraggio di puntare il dito contro il potentissimo produttore cinematografico vi è anche Asia Argento che, finalmente, ora tira un sospiro di sollievo. Ma anche un bilancio sull’avere il coraggio di raccontare una scomoda verità.

Asia Argento sulla condanna di Weinstein: “Ho fatto la cosa giusta”

Penso di aver fatto qualcosa di giusto – dichiara Asia Argento ai microfoni de La Vita in DirettaHo fatto quello che era mio dovere fare.

Non penso di essere un paladino di niente, l’interesse non è stato mai il mio motivo per fare questo. Io ho sentito tanta ingiustizia… come se io fossi stata una persona che era alla ricerca di attenzioni“. Sembra esausta l’attrice, figlia di Dario Argento, e amareggiata per il trattamento ricevuto dopo essere uscita allo scoperto. “La cosa terribile della violenza sessuale è che, invece di ricadere sul perpetratore, magari ci vive la donna più a lungo.

Per loro non è niente, tu invece vivi nella confusione. Ci sono varie sfumature della violenza“.

Weinstein condannato, Asia Argento: “Non so se lo rifarei”

Non so se lo rifarei – continua amara rivolta al giornalista del programma di Rai Uno – Se avessi conosciuto allora tutte le conseguenze di dire la mia verità, forse non lo avrei fatto, però oggi sono fiera di averlo fatto“.

Infine, conclude con grande soddisfazione: “Quando l’altro giorno è stato letto questo verdetto contro di lui, io ero con una mia amica, ed eravamo sconvolte perché fino all’ultimo momento non sapevamo se le donne sarebbero state credute.

Questo segna un grande precedente, perché lui avrebbe potuto schiacciarci tutte. Noi abbiamo continuato a perseguire la nostra verità, che non era una rivalsa: nessuno voleva soldi, nessuno voleva niente. È questa la cosa assurda. Io non ho mai più lavorato con quest’uomo, dopo che mi ha fatto la violenza“.