sergio armanini

Nel 2014 aveva augurato lo stupro ad una giornalista: oggi, si guadagna la decisione del suo partito di sceglierlo come candidato sindaco della sua città, Merano. È la storia di Sergio Armanini, candidato della Lega dal passato non limpido, ma con un presente che lo vede -inaspettatamente?- sul carro dei fortunati.

Il post del 2014

Nel 2014 la giornalista Silvia Fabbi, del Corriere dell’Alto Adige  aveva intervistato un uomo di fede musulmana che aveva aperto la pagina Facebook Convertirsi all’Islam. Armanini in quell’occasione aveva disapprovato apertamente l’intervista, ed aveva scritto su Facebook: “Ma perché non le mettiamo un burka e la facciamo andare in Nigeria?

Forse, dopo il centesimo stupro si sveglierà”. La furia del web si era così aizzata contro la giornalista, ed in molti avevano fortemente criticato le parole del politico.

Candidato sindaco (nonostante tutto)

Incredibile ma vero, la storia alla fine ha visto Armanini continuare la sua carriera e, a quanto pare, non ha subito un totale biasimo dal suo partito, che l’ha riconosciuto degno della recente candidatura. Fa riflettere il fatto che invece il leader del suo partito, Matteo Salvini, abbia di recente stigmatizzato con forza il cantante Junior Cally per via dei testi delle sue canzoni.

Il senatore aveva infatti dichiarato: “Mi auguro che gli italiani, le donne e soprattutto le ragazze non debbano subire la vergogna di vedere salire sul palco qualcuno che inneggia allo stupro e alla violenza nei confronti delle donne“.