medici in mascherina in ospedale

Da quando, sabato sera, ha cominciato a circolare online la bozza del decreto che il giorno dopo sarebbe stato diffuso dalle autorità e che poneva una stretta definitiva alle possibilità d’azione di molti cittadini italiani, gli abitanti di molte regioni hanno cominciato a chiedersi cosa avrebbero potuto fare, e cosa gli era definitivamente vietato per l’emergenza coronavirus.

Spostarsi, rimanere a casa

Innanzitutto si parla di zona “arancione” e non di “zona rossa” come era stato deciso per il lodigiano. La nuova zona arancione riguarda l’intera Lombardia, alcune province venete, dell’Emilia e del Piemonte e prevede che non si possa uscire da dette zone se non per motivi di salute certificati, o per raggiungere il proprio domicilio.

Si può rientrare in Lombardia, ad esempio, se si vive a Milano, e si può uscire dalla Lombardia se si vive in un’altra regione.

All’interno della zona è invece permesso muoversi solo per inderogabili motivi di salute e di lavoro. I soggetti positivi al virus hanno divieto assoluto di uscire, mentre tutti gli altri devono monitorare accuratamente la loro salute, in quanto gli individui “con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”.

Mentre per il resto d’Italia lo stop alle lezioni scolastiche arriva fino al 15 marzo, nella zona arancione si slitta al 3 aprile. Possono andare avanti solo le specializzazioni di medicina e infermieristica. I bambini e i ragazzi continueranno a stare a casa. 

La vita sociale

Al netto del fatto che in tutta Italia è raccomandato mantenere uno standard di uscite e contatti con il pubblico limitati, nella zona arancione sarà impossibile andare a cena la sera al ristorante: bar e ristoranti chiudono infatti entro le 18.

Per quanto riguarda gli eventi sportivi viene fatto presente che “gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati” sono sospesi, così come verranno limitate le celebrazioni nei luoghi di culto, con sospensione di cerimonie civili e religiose, nonché dei funerali.

Volete fare un giro al centro commerciale? Si può fare, ma non nei festivi e nei prefestivi.

Viene infatti disposta, in questi giorni, la chiusura de “le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.

Nella zona arancione vengono sospese anche le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”.

E nel resto d’Italia

Al di fuori della zona arancione vige comunque la sospensione di eventi pubblici sportivi e non possono rimanere aperti. Per quanto riguarda le cerimonie civili e religiose, valgono le stesse regole della zona arancione.

Gli studenti per ora rimarranno a casa fino al 15 marzo, e non potranno ovviamente andare in gita o partecipare ad altri tipi di attività scolastiche.