nicola porro in primo piano

L’emergenza Coronavirus in Italia continua ad essere critica. Ai più di 6 mila risultati positivi al tampone, si è aggiunto in queste ore anche il giornalista e conduttore televisivo, tra i volti di Mediaset, Nicola Porro.

Nicola Porro positivo al tampone per Coronavirus

Le condizioni di salute del vicedirettore de Il Giornale al momento non sono preoccupanti. Porro sta bene e attualmente soffrirebbe solo di un affaticamento respiratorio. Secondo quanto ha diffuso l’agenzia stampa Adnkronos, il conduttore di Quarta Repubblica è risultato positivo al Coronavirus.

Di conseguenza, la redazione intera del programma di Rete 4 dovrà restare in isolamento domiciliare ed il programma, pertanto, non andrà in onda per le prossime 2 settimane, in attesa degli sviluppi della vicenda.

I casi a Mediaset quindi salgono a 2, dopo quello de Le Iene. Entrambi i programmi sono stati sospesi momentaneamente per cautela sanitaria.

Guarda il video:

Nicola Porro in video-collegamento a Stasera Italia

Mediaset, attraverso un comunicato ufficiale, ha inoltre annunciato che Nicola Porro parteciperà tramite videoconferenza, in diretta dalla propria abitazione, all’edizione speciale di Stasera Italia, condotto da Barbara Palombelli, e parlerà al pubblico della propria condizione.

Il giornalista e lo sfogo su Facebook: “Il governo di incapaci

Porro pochi giorni fa, sul suo profilo Facebook, ha esposto le sue considerazioni in merito alle disposizioni del Governo per far fronte all’epidemia. Nel dettaglio, ha scritto: “Ci siamo svegliati con un lazzaretto: la Lombardia (con le altre zone rosse mezzo Pil nazionale). Il governo di incapaci ora opta per la Lombardia chiusa ma lo comunica malissimo“. Ed ha aggiunto: “La comunicazione da cialtroni sul decreto che chiude la Lombardia dà il senso dell’incapacità di chi ci governa“.

 

Lo sfogo di Nicola Porro

Nicola Porro, in una diretta Facebook, si pone delle domande, e le pone anche a quanti stanno guardando il video il diretta: “Dobbiamo chiudere l’Italia per sperare che ci siano meno morti?” sostenendo che, in un momento critico come quello che stiamo vivendo, la politica dovrebbe porsi un’unica e semplice domanda: “Questa scelta ridurrà i morti?

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