I Presidenti delle due regioni più colpite d’Italia dal Coronavirus hanno le idee molto chiare e nette su qual è la mossa giusta da fare da qui a pochissimo: chiudere tutto e subito, non avere mezze misure, perché le mezze misure non bastano. Attilio Fontana e Luca Zaia sono d’accordo nel considerare la situazione tanto seria da bloccare, sperabilmente per tempo limitato, le due ragioni più produttive del nord.

Fontana: “È il tempo della fermezza”

Attilio Fontana, che da giorni è in quarantena per via della positività al virus di un’assistente, ha dichiarato di volere dal Governo un provvedimento radicale: “È il tempo della fermezza.

Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”. 

Un incontro nel pomeriggio

Nel pomeriggio ci sarà, a quanto pare, un incontro con il governo, e Fontana ha dichiarato a Sky TG24 di voler chiedere misure estremamente serie: “Vuol dire ulteriori chiusure di attività commerciali tutte, valutare l’opportunità di sospendere il trasporto pubblico locale perché è un mezzo attraverso il quale si diffonde il virus, controllare e capire se esistono aziende la cui attività può essere sospesa e quelle invece assolutamente essenziali: gli alimentari, piuttosto che l’energetico, piuttosto che la farmaceutica.

I rifiuti”.

Zaia: “Fondamentale isolare il virus”

Stesso modus pensandi per Luca Zaia, che durante una conferenza stampa presso la Protezione Civile di Marghera, ha dichiarato:Piuttosto che protrarre un’agonia che dura mesi, credo sia meglio arrivare a una chiusura totale, così da bloccare definitivamente il contagio.

È una linea di pensiero che sta girando e penso che se ne parlerà anche oggi, perché è fondamentale isolare il virus, e più rallentiamo la velocità di contagio e più respiro diamo alle nostre strutture sanitarie”.