donna che cammina per negozi chiusi

Arriva il comunicato dell’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana, nata il 24 febbraio a supporto dell’attività imprenditoriale milanese, sulla decisione di chiudere 100 ristoranti di Milano per l’emergenza Coronavirus, una scelta presa dai ristoratori in totale autonomia.

La decisione dell’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana

I decreti di queste settimane hanno imposto regole ferree per i gestori dei locali e, alla luce dell’emergenza del Covid-19, un centinaio di imprese del food retail milanesi hanno optato per la chiusura dei locali sino a data da destinarsi: “Benché il Governo non abbia posto come obbligatoria questa drastica restrizione, assumiamo noi tale responsabilità, chiamati di fronte all’attuale scenario di emergenza sanitaria, oggi ben diverso da quello prospettato soltanto 15 giorni fa – dichiarano in un comunicato gli imprenditori che hanno aderito alla chiusura dei locali -.

Siamo certi che questa decisione sia la scelta giusta oggi per poter rilanciare presto, tutti assieme e con una maggiore consapevolezza, il Paese che abbiamo la fortuna di abitare e di far apprezzare in tutto il mondo“, riporta Tgcom24.

Gli incassi all’Ospedale Sacco di Milano

A distanza di pochi giorni dalla sua fondazione, l’Unione dei Brand della Ristorazione Italiana ha voluto lanciare un altro forte segnale ai milanesi, oltre alla chiusura dei propri ristoranti, l’Unione dei Brand ha infatti deciso di donare il ricavo dell’ultima serata lavorativa all’Ospedale Sacco di Milano per offrire un supporto emotivo ed economico alla struttura ospedaliera della loro città.

Pare che la donazione da parte dei ristoratori milanesi ammonti intorno ai 40mila euro, una cifra che può essere di grande aiuto all’Ospedale Sacco, una scelta di solidarietà verso una Milano colpita da una fuga di massa dei cittadini in seguito al decreto del Premier Conte.

Un gesto di generosità e solidarietà da parte degli imprenditori del settore food retail nei confronti della loro realtà non solo cittadina, ma anche regionale, dato che la Lombardia è la regione più colpita dal Coronavirus.