La stilista Irene Coppola

In un tempo di crisi come questo, ogni notizia positiva può essere accolta come un boccata d’ossigeno, qualcosa cui aggrapparsi per vedere un po’ di luce nell’oscurità che sembra coprire tutto. Va probabilmente letta in questo modo la notizia di una stilista e sarta pugliese che ha cucito un migliaio di mascherine protettive, tutte con un particolare tessuto. Tutte le mascherine saranno distribuite gratuitamente.

L’idea delle mascherine fatte di pelle d’uovo

Si chiama Irene Coppola la stilista di Gallipoli protagonista di questa vicenda, che è comunque connessa col Coronavirus ma riesce a tirare fuori un lato umano, solidale e in definitiva positivo a tutta la faccenda.

In tutta Italia imperversa l’emergenza sanitaria, dovuta soprattutto alla carenza di prodotti e attrezzature. Dai macchinari per le terapie intensive alle semplici mascherine, ci si affanna per coprire tutta l’enorme domanda. Irene Coppola ha avuto un’idea: realizzare mascherine in pelle d’uovo, “un tessuto facilmente sterilizzabile a qualunque temperatura” come specifica sulla sua pagina Facebook.

Post della stilista Irene Coppola
Post della stilista Irene Coppola

Realizzate quasi 1.000 mascherine da donare gratis

Nel post con cui ha presentato la sua idea, Irene ha specificato che tutte le mascherine sarebbero state realizzate e distribuite gratuitamente.

Un gesto di solidarietà che cerca di venire incontro alle persone, di affrontare la crisi. Nel corso della notte, Irene ha condiviso su Facebook tutti i suoi progressi: centinaia le richieste ricevute, per familiari, amici e via dicendo. Lei, tuttavia, non si è tirata indietro e ha continuato imperterrita mentre le mascherine continuavano ad accumularsi. “Stanca ma molto soddisfatta. Ore 3.30: pronta per donare le mascherine…Non sarò io a farti risalire, ma almeno ci provo: FORZA ITALIA” ha scritto.

Post della stilista Irene Coppola

L’amore per il suo lavoro e la volontà di farcela insieme

L’impresa di Irene, arrivata ad oltre 1.000 mascherine, ha conquistato le pagine dei quotidiani locali e nazionali. Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha anche condiviso le sue parole: “Faccio il mio lavoro con tanto amore, ma in questo momento non si lavora“. Da qui la domanda, comune a tanti cittadini in questi giorni: “Cosa posso fare?“. Quindi l’idea, venuta dopo aver visto la commozione di un signore dopo avergli donato una mascherina.
Da lì si è messa sotto, tra ordini e la gente fuori dal negozio che chiedeva altre mascherine: “Questo per me non è lavoro, ma soddisfazione personale, mi sento felice“.

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