Ján Kuciak Martina Kusnirova

L’aveva promesso ed è passato subito all’azione. Il neopresidente della Slovacchia Igor Matovic, eletto lo scorso 29 febbraio, ha avviato una serie di arresti senza precedenti. Spiccano fra questi ben 13 giudici d’alto rango, accusati di avere avuto un ruolo nell’omicidio del giornalista Jan Kuciak, ucciso nel febbraio del 2018. Fra gli arrestati c’è anche il presidente ad interim della Corte Suprema e una ex sottosegretaria alla Giustizia. L’accusa sottolinea i sospetti legami con Márian Kocner, oligarca amico dell’ex premier sovranista e socialista Robert Fico.

Il neopresidente Matovic contro la corruzione della magistratura slovacca

Il neopremier Matovic inizia subito col pugno di ferro.

Come promesso, vuole “fare pulizia nel modo più radicale“. E ha cominciato dalla magistratura. Márian Kocner era già sotto processo insieme alla sua segretaria e agli esecutori materiali dell’assassinio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirová. Grazie all‘ “Operazione Tempesta“ dei corpi speciali di polizia, ben 13 magistrati sono finiti in manette con l’accusa di “corruzione aggravata, ostacoli alle indagini della giustizia, contatti con organizzazioni criminali”. L’assassinio del reporter e della compagna scatenò una diffusa ondata di proteste in tutta la Slovacchia, che costrinse il premier Fico alle dimissioni.

Determinante dunque nelle ultime elezioni la grande richiesta della popolazione di porre un freno alla corruzione. Il leader 46enne di Olano (Unione della gente comune e delle personalità indipendenti) Igor Matovic, porta avanti una politica anticorruzione e antimigratoria che è risultata vincente alle urne.

L’assassinio del giornalista Kuciak e della compagna

Si tratta di un evento senza precedenti nella storia della democrazia slovacca. La Corte costituzionale della Slovacchia avrà il compito di giudicare gli arrestati, il cui numero potrebbe aumentare ancora.

Il presidente Matovic è fortemente intenzionato a ripulire le istituzioni dalla corruzione. A seguito di questa nuova ondata d’arresti, la posizione già precaria dell’oligarca Kocner si aggrava maggiormente. Il giornalista Kuciak aveva scoperto i reati in ambito economico dell’oligarca e per questo sarebbe stato messo a tacere. Dopo la sua morte, Kocner avrebbe telefonato all’allora sottosegretario alla Giustizia Monika Jankovska, intimandole di insabbiare le indagini e minacciandola di morte. Le intercettazioni incriminanti, in mano alla polizia, rivelano le agghiaccianti parole di Kocner: “Faccia quello che deve fare, o subirà lo stesso destino di Kuciak”.