controlli della polizia a roma termini per il coronavirus

Il Viminale ha pubblicato il nuovo modulo per l’autocertificazione da compilare e portare con sé in caso di spostamenti durante l’emergenza Coronavirus. Comprende una voce aggiuntiva che riguarda la dichiarazione di non positività al Covid-19.

Dichiarare la non positività al Coronavirus

Il Ministero dell’Interno, a integrazione delle vigenti disposizioni sul divieto assoluto di mobilità per i soggetti posti in quarantena o affetti da Covid-19, ha diffuso un nuovo modulo di autocertificazione da usare in caso di spostamenti necessari. Il documento sostituisce quello precedente, che non potrà più essere utilizzato.

Contiene una nuova voce con cui l’interessato “deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art.

1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19”“.

Il nuovo modulo per spostarsi

L’uso del nuovo modulo prevede che l’operatore di polizia controfirmi l’autodichiarazione, attestando che viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. Si viene così esonerati, precisa il Viminale, “dall’onere di allegare una fotocopia del documento di identità“.

Per spostarsi, dunque, secondo la novità appena introdotta occorrerà che l’interessato, sotto propria responsabilità, dichiari di non essere soggetto agli obblighi di quarantena previsti per chi è risultato positivo o per chi ha avuto contatti con una persona contagiata.

Come muoversi con l’autocertificazione

Con il decreto del 9 marzo scorso, il Governo ha esteso a tutta Italia le restrizioni inizialmente previste per le aree focolaio del Nord Italia. Per tutti i cittadini valgono obblighi e divieti stabiliti per gestire l’emergenza, tra cui la limitazione delle uscite allo stretto necessario.

Lo spostamento è ammesso per 4 motivi: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come fare la spesa), motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio/abitazione/residenza.

L’imperativo per arginare la crisi sanitaria e la diffusione del contagio è “restare a casa”, salvo indifferibili esigenze da indicare alle autorità a mezzo autocertificazione.

Cosa fare con il modulo? Anzitutto occorre scaricarlo e stamparlo, poi compilarlo nelle dovute sezioni stabilite per giustificare lo spostamento e tenerlo con sé quando si esce. Chi non rispetta l’obbligo di autocertificazione rischia un’ammenda fino a 206 euro e l’arresto fino a 3 mesi e una denuncia per reato contro la salute pubblica.

Per chi viola la quarantena, inoltre, potrebbe scattare la denuncia per “procurata epidemia colposa”, riporta La Stampa. Un reato che potrebbe comportare dai 3 ai 12 anni di carcere.

Se non si dipone di una linea Internet o di una stampante, è possibile compilarla a mano e firmarla, come riporta il Corriere della Sera, oppure, se si viene fermati dalle forze dell’ordine e non si ha con sé il modello (per i motivi appena descritti o per dimenticanza), si può rilasciare una autodichiarazione verbale che sarà trascritta in sede di controllo e poi sottoposta a verifiche.

Se ci si sposta quotidianamente per lo stesso motivo (ad esempio per lavoro), non occorre compilare un modulo al giorno ma sarà sufficiente averne uno in cui è indicata la regolarità dello spostamento. Inoltre è possibile tenere il modulo da esibire alle autorità nel proprio smartphone, purché debitamente compilato e firmato.

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