il direttore di La Repubblica Carlo Verdelli ad un convegno

Il direttore di La Repubblica Carlo Verdelli è sotto scorta a causa delle minacce che riceve da mesi. Dietro i reiterati messaggi contro il giornalista ci sarebbero gruppi neonazisti, che avrebbero preso di mira il quotidiano per le diverse inchieste pubblicate sull’ambiente dell’estrema destra. La decisione del Ministero dell’Interno ha suscitato la solidarietà di colleghi e del mondo politico per questo attacco contro la libera informazione.

Il direttore di La Repubblica sotto scorta

Il direttore di La Repubblica è sotto scorta da sabato, dopo le continue minacce ricevute, da lettere anonime a tweet di profili fake, fino a buste contenti polvere sospetta.

Recentemente è stata oggetto di questi messaggi intimidatori anche la figlia Nina, giornalista di Vanity Fair e compagna di Alessio Boni, con cui aspetta un bambino.

Le minacce andrebbero avanti dallo scorso gennaio. Ad essere presi di mira anche gli uffici del Gruppo GEDI a Roma, evacuati il 15 gennaio per un allarme bomba fatto scattare da una telefonata anonima.

Carlo Verdelli non è solo

Con un comunicato della redazione, i giornalisti del quotidiano hanno espresso la loro solidarietà al direttore.

In uno dei momenti più difficili per il Paese, in redazione è arrivata una notizia che speravamo di non ricevere. Il nostro direttore, Carlo Verdelli, da sabato scorso è stato messo sotto scorta“, si legge, “Una misura, la tutela disposta dallo Stato, che riporta agli anni più bui del terrorismo“.

Il ringraziamento, continua il comunicato, va alle forze dell’ordine che stanno svolgendo le indagini. La redazione del quotidiano “si stringe intorno al suo direttore e manda un messaggio chiaro agli autori delle minacce: Verdelli non è solo, a proteggerlo non saranno soltanto gli agenti addetti alla sua sicurezza, ma tutti i 360 giornalisti di Repubblica“.

Solidarietà da colleghi e politica

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha contattato Verdelli per esprimergli vicinanza, e non è stato l’unico politico. Nicola Zingaretti, in quarantena perché positivo al coronavirus, ha mandato un “grande abbraccio” al direttore e alla redazione.

Mai come in questo momento è chiaro quanto l’informazione sia il pilastro della democrazia. Un patrimonio che difendiamo e difenderemo“, ha twittato il governatore del Lazio. Solidarietà anche da Virginia Raggi, Graziano Delrio, Nicola Fratoianni e Matteo Renzi.

Il mondo del giornalismo sostiene Verdelli

Anche i colleghi si sono stretti intorno a Carlo Verdelli in questo difficile momento. Corrado Formigli ha twittato: “A Carlo Verdelli sotto scorta per minacce e alla redazione di La Repubblica la stima e la solidarietà che meritano per il lavoro indispensabile che fanno“.

Anche la giornalista Federica Angeli, sotto scorta per le inchieste sui clan di Ostia, ha mandato un messaggio di sostegno. La giornalista Antonella Napoli manda un abbraccio e commenta: “È tempo di andare oltre le parole. Non si può rimanere inerti davanti all’ennesimo giornalista messo sotto scorta per minacce ricevute da gruppi nazifascisti“.