Banconote di euro

Le misure straordinarie attivate per combattere l’emergenza coronavirus in Italia riguardano anche tanti interventi sull’economia. Col decreto “Cura Italia” approvato nei giorni scorsi, infatti, si è cercato di riportare equilibrio in una situazione dalle prospettive ancora incalcolabili, specie se la serrata dovesse prolungarsi ancora. Tra le misure previste, ci sono aiuti a chi sta lavorando in sede e ai lavoratori autonomi costretti all’inattività.

100 euro in più a chi ha lavorato in sede a marzo

Tra le misure introdotte e analizzate da numerose fonti, ci sono anche quelle relative ai lavoratori.

Mentre in Europa si combatte per impedire recessioni e default di interi Paesi, il Governo di Conte guarda ai propri lavoratori grazie al decreto Cura Italia. Nello specifico, sono state introdotti alcuni bonus immediati per supportare i lavoratori del Paese. Il Corriere riporta i dati della relazione tecnica sul quadro lavorativo italiano: il 15% dei dipendenti pubblici e il 50% dei privati continua a lavorare.

Per loro, il decreto prevede un bonus di 100 euro netti sulla busta paga di aprile, in maniera automatica e che non saranno calcolati nella definizione del reddito.

Sono circa 9 milioni gli aventi diritto e ci sono alcuni requisiti: su tutti, essere stati costretti a recarsi nella sede di lavoro e avere un reddito dipendente inferiore ai 40mila euro annui. Tale bonus inoltre sarebbe rapportato in base a quanti giorni si è lavorato in sede nel mese di marzo.

600 euro in aiuto ad autonomi e partite Iva

L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente anche i lavoratori autonomi, i possessori di partita Iva e coloro che lavorano con contratti co.co.co. Per loro, all’articolo 27 il “Cura Italia” prevede un bonus da 600 euro per il mese di marzo.

La cifra ha fatto sollevare molte polemiche, ma bisognerà aspettare il futuro per capire se ci saranno altri interventi o se si limiterà ad essere una tantum.

Per poter usufruire del bonus, è necessario rispettare alcuni requisiti: i 600 euro sono dedicati infatti ai liberi professionisti titolari di partite Iva e rapporti co.co.co attivi prima del 23 febbraio 2020. Inoltre, bisogna essere iscritti alla gestione separata Inps, non avere pensioni o iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Anche per i lavoratori autonomi, il bonus non farà reddito. Si potrà richiedere tramite il sito dell’Inps, cui spetterà il compito di fornire informazioni precise sulle modalità di erogazione.

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