provetta in mano ad un medico

Il fronte italiano dell’emergenza Coronavirus è in continuo fermento, tra continui richiami delle autorità al rispetto delle regole nazionali contro la diffusione del contagio e nuove misure interne adottate dalle regioni.

Tamponi a tappeto: il Piemonte sulla scia del Veneto?

La crescita costante di contagi preoccupa il Piemonte, come sottolineato dal governatore Alberto Cirio nel corso del quotidiano aggiornamento via Facebook, il 18 marzo scorso: “Da questo incubo possiamo uscire soltanto se ci responsabilizziamo di più, perché i dati ci dicono che in Piemonte abbiamo 2.659 persone positive. Sono più di 300 rispetto a ieri (17 marzo, ndr), quindi continuiamo a crescere in modo significativo e importante e questo dato ci preoccupa“.

Sono 227, finora, le persone in terapia intensiva nella regione, secondo la fotografia della situazione diffusa dal presidente Cirio: “Se la curva esponenziale è troppo alta, rischiamo di andare in affanno e non riusciamo con i posti disponibili. Questa è una guerra seria“.

La posizione della Regione si era attestata sull’esecuzione del tampone ai sintomatici, come previsto dalle regole su scala nazionale, ma nel pomeriggio di ieri Cirio ha annunciato la richiesta di ampliare il bacino di persone da sottoporre al test Covid-19 includendo il personale sanitario (anche asintomatico).

Ho chiesto di ampliare i tamponi per la nostra regione, ho chiesto al mio comitato scientifico che ha dato parere favorevole per fare il tampone al personale sanitario. (…) Abbiamo necessità di tutelare chi è in prima fila in questa battaglia“.

Cirio ha sottolineato che il piano di test sui circa 55mila operatori sanitari del territorio regionale si attuerà gradualmente partendo dalle persone più esposte al rischio contagio. La capacità di screening dovrebbe essere, secondo Cirio, di oltre 1.200 tamponi al giorno: “Entro 4 giorni raddoppieremo la capacità di fare analisi all’interno della nostra regione“.

Da Fratelli d’Italia, per voce del capogruppo in Consiglio regionale, Maurizio Marrone, la richiesta di tamponi a tappeto da estendere alla popolazione sulla scia del modello avanzato dal Veneto.

Test ‘on the road’ a Bologna: è il “drive-thru”

Un tampone ogni 5 minuti, per un totale di 12 test all’ora: è l’obiettivo prefissato a Bologna con la sperimentazione di un tampone ‘on the road’, detto “drive-thru” e già strutturale in Australia e Corea del Sud.

Secondo quanto riporta Ansa, questo approccio consente di effettuare il test per il Coronavirus direttamente a bordo della propria auto, in modo veloce e sicuro. Secondo questa nuova architettura diagnostica, l’Ausl conterebbe di incrementare la capacità di analisi e la razionalizzazione dell’uso di risorse professionali e dpi (dispositivi di protezione individuali).

Dall’Emilia-Romagna alla Campania, stretta sulle attività all’aperto

Utilizzo di bici e passeggiate sotto osservazione in Emilia-Romagna, dove per contenere i potenziali bacini di contagio scatta un’ulteriore stretta sulle attività all’aperto (già vietate, in gruppo, dal Dpcm del 9 marzo scorso).

L’ordinanza della Regione dispone la chiusura di parchi e giardini pubblici, mentre l’uso della bicicletta e le uscite a piedi sono consentiti soltanto per i 3 motivi ammessi dal decreto del Presidente del Consiglio Conte: lavoro, ragioni di necessità (come fare la spesa) o salute. La passeggiata con il cane è ammessa con obbligo di restare in prossimità della propria abitazione.

Si dispone inoltre che l’apertura di esercizi di somministrazione in aree servizio è consentita esclusivamente su autostrade e strade extraurbane principali e, in quelle secondarie, dalle 6 alle 18. Le norme sono in vigore dal 19 marzo fino al 3 aprile 2020.

E arriva la notizia che il Tar della Campania ha respinto il ricorso avanzato contro l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca, con cui è stato disposto il divieto di passeggiate e jogging. La Regione ha ritenuto l’attività sportiva all’aperto incompatibile con le attuali esigenze sanitarie visto “il rischio di contagio, ormai gravissimo sull’intero territorio regionale” e osservato che “i dati che pervengono all’Unità di crisi istituita con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania dimostrano che, nonostante le misure in precedenza adottate, i numeri di contagio sono in continua e forte crescita nella regione“.

Il sindaco di Bari manda a casa i cittadini

Pochi giorni fa era sceso in campo, nel parco affollato di persone intente a prendere il sole, stavolta è tornato tra i luoghi ‘sensibili’ della sua Bari per mandare a casa chi ancora sta in giro contravvenendo alle disposizioni dell’autorità che, su tutte, ha imposto la regola di restare tra le mura domestiche per evitare occasioni di contagio.

È il sindaco Antonio Decaro, che in un nuovo video appare impegnatissimo a spiegare nuovamente ai cittadini ‘ribelli’ quali sono le giuste condotte da mantenere per il rispetto della propria e dell’altrui salute.

A casa dovete andare, non potete stare qui.

Non è previsto il ping pong, andate a giocare alla Playstation a casa. Sono il sindaco della città e dovete andare a casa. Sta arrivando la polizia. Il decreto lo faccio rispettare io. (…) Le fidanzate devo chiamare, le fidanzate con la mazza ci vorrebbero… Non è un telefilm, è un’emergenza nazionale, stanno morendo le persone, dovete stare tutti a casa. Mi farete ammalare pure a me di crepacuore…“.

Anche oggi tutti impegnati a combattere contro la stupidità delle persone.Un impegno che potevamo dedicare all'emergenza e alle persone che in queste ore hanno bisogno di aiuto.Ora torno a casa pure io.

Pubblicato da Antonio Decaro su Martedì 17 marzo 2020

Approfondisci

Tutto sul Coronavirus

Coronavirus: in Cina nessun nuovo caso “locale”

Coronavirus, Bergamo: Esercito in campo per portare via le bare