Flavio Briatore, la vera storia dell'imprenditore di Cuneo

Flavio Briatore: un nome, innumerevoli successi. Chi non conosce anche solo un evento della vita di uno degli imprenditori italiani più celebri al mondo? Un uomo partito da Verzuolo, piccolo comune nella campagna cuneese, e giunto agli ambienti più chic e influenti del jet set internazionale. Ma qual è la sua vera biografia? Quali sono gli eventi che hanno trasformato il geometra piemontese in un brillante uomo d’affari? Quali sono le più succose curiosità sulla sua vita privata?

L’infanzia a “latte e castagne” e la prima bocciatura

In molti sanno che i genitori di Flavio Briatore erano due maestri di elementari, ma solo pochi che proprio mamma e papà furono i suoi primi insegnanti.

Ero in classe con loro – aveva dichiarato in un’intervista al Corriere della SeraIn quarta e quinta sono passato nell’aula di mio padre. E siccome ha bocciato mezza classe, in quinta elementare ha bocciato anche me“. La vita da bambino è semplice e basata sull’essenziale per il piccolo Flavio: “Il cibo di tutti i giorni era latte e castagne. Un piatto povero, che adoravo“.

Niente caviale e champagne, né attici lussuosi ma la bellezza e le difficoltà della vita di campagna negli anni Sessanta. “Se nevicava, poteva farne anche 4 metri – racconta sempre al Corriere ripensando al periodo a Montaldo di Mondovì, dove si trasferisce con la famiglia – il posto che mi piaceva di più, durante quegli inverni, era la stalla calda di mio nonno“.

La famiglia e la morte del fratello

Briatore ha sempre avuto grande cura nel mantenere la discrezione sulla sua famiglia d’origine. A parte la professione dei genitori, è risaputo solo che ha una sorella e un fratello più piccoli, gemelli tra loro.

Nel 2015 tuttavia, la morte bussa alla porta dei Briatore. Valter, 62 anni, gestore di un’azienda agricola a Saluzzo muore improvvisamente per arresto cardiaco. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno: “Ho pensato che faceva la vita che tutti i medici raccomandano, il contrario della mia. Si alzava alle sei, andava a letto alle nove, lavorava nei campi, con gli ulivi, e produceva un olio straordinario che gli compravo quasi tutto io. È tornato a casa alle sette di sera, ha fatto la doccia, si è seduto sul divano ed è morto.

Un infarto fulminante. Ora, la mattina mi faccio la barba, mi guardo allo specchio e sento che siamo fragili“.

Flavio Briatore

Briatore, il “tribula” che voleva fuggire

Nonostante la tenerezza che lo lega ai suoi luoghi d’origine, Flavio è un ragazzino che scalpita per trovare la sua strada. Lontano da Montaldo, lontano da Cuneo. “Se nasci in mezzo al Congo mica vorrai dire di essere stato fortunato – dichiarò a Repubblica Sport nel 2015 – Io non sono nato in Congo, ma tra quelle montagne già da bambino avvertivo un certo malessere, sentivo che ero uno senza radici.

Quando mi domandavano che cosa volessi fare da grande, se il pompiere, l’avvocato o il notaio, rispondevo che volevo prima di ogni altra cosa andare via di lì, da quelle asperità, da quelle fatiche, da quei sacrifici“.

Al paese lo chiamano così, “tribula”, che in dialetto piemontese significa “turbolento”, uno che non riesce a stare fermo. Un nomignolo che calza a pennello per descrivere il temperamento mai quieto, mai completamente soddisfatto del giovane Flavio. “È vero, non faccio nulla che non sia calcolato. Ho preso il diploma di geometra da privatista, dopo essere stato bocciato due volte, in seconda e in terza, nell’istituto pubblico – racconta mentre ammette di non essere mai stato uno studente ligio al dovere – Non me ne fregava niente, avevo scelto quella scuola perché qualcuno mi aveva detto che era la più facile.

Alla maturità ho presentato come tesina il progetto di una stalla, quando sono diventato un manager di successo, quindi antipatico a molti, hanno detto che all’entrata della stalla avevo disegnato anche i gradini. È una balla“.

Gli anni in Formula Uno e il ricordo di Schumacher

Gli inizi sono nel campo delle assicurazioni a Saluzzo ma, in pochissimo tempo, comincia la scalata ai primi grandi successi, tra Milano e gli Stati Uniti d’America, dove lavora per i Benetton.

Luciano è stata la persona che mi ha aiutato di più – ricorda l’imprenditore in un’intervista di novembre 2015 – Prima di lui non sapevo cosa fosse la F1: abbiamo trasformato uno sport grigio di ingegneri e meccanici, in qualcosa di mondano e commerciale. Coloravamo le gomme delle auto e avevamo i tecnici in camicia bianca“.

Briatore, la storia di un successo
Flavio Briatore festeggia con Fisichella e Alonso dopo il GP della Malesia

Per lui, la Formula Uno non è uno sport, è un business.

E nel suo business c’è anche la scoperta e la promozione di nuovi talenti, come quello di un certo Michael Schumacher. “Me lo voglio ricordare come la prima volta: così timido da non riuscire a parlare, ma quando cominciava a guidare il mondo intorno non era più lo stesso. Peccato sia andato alla Ferrari, avremmo vinto ancora. Ma capisco che un pilota sogni di guidare una Rossa, prima o poi“.

Non è tutto oro ciò che luccica: i guai giudiziari

Non solo successi nella controversa carriera del piemontese. Erano gli anni Ottanta e Briatore approda tra i vivaci quanto “pericolosi” ambienti milanesi.

Resta coinvolto in un giro di bische clandestine e gioco d’azzardo. Dal processo “Bisca connection” viene condannato in primo grado, dalla cui condanna effettiva fugge fisicamente, rifugiandosi nelle isole Vergini, nel Mar dei Caraibi. Solo l’amnistia di alcuni anni dopo lo spinge a far rientro in patria.

Briatore guai

Briatore è anche conosciuto per essere stato al centro di altri due grossi scandali passati alle cronache. Il Crashgate, detto anche “Caso Piquet” del 2009, quando il pilota Nélson Piquet Jr., appena licenziato dalla Renault, dichiara che l’incidente durante il GP di Singapore era stato concordato e pianificato dal team.

Questa rivelazione costa a Briatore l’allontanamento dalla scuderia e la radiazione dalla Fia per essere poi risarcito dalla stessa Fia nel 2010 per procedimento irregolare. Mentre è inerente al “Force Blue”, lo yacht sequestrato nel maggio 2010 nelle acque di La Spezia dalla Guardia di Finanza, l’altro caso passato alle cronache. Le ultime battute di questo processo vedono l’annullamento della condanna da parte della Cassazione.

Briatore, dai flirt con le modelle alla vita da papà

Per anni, Flavio Briatore ha frequentato alcune tra le donne più belle al mondo. Dopo un breve matrimonio (dal 1983 al 1987) con l’ex modella e imprenditrice Marcy Schlobohm (di cui non ha praticamente mai parlato), si lega dal ’98 al 2001 con la “Venere Nera”, Naomi Campbell.

Una donna difficile, e non per il carattere. Ha una popolarità smisurata, nel profondo Texas la riconoscono: certi presidenti se li dimenticano, Naomi no. Starle vicino era pesante, ma non voleva una famiglia, quello che per lei contava era la carriera” aveva rivelato al Corriere. Poi, la relazione, seppur fugace, con la stupenda Heidi Klum da cui nasce Helene Boshoven “Leni” nel 2004. La bambina viene alla luce già a rottura avvenuta tra i due e, nonostante Leni sia la prima figlia naturale di Briatore, sarà Seal, il marito della Klum ad adottare la bimba e a crescerla come sua.

Il matrimonio e la paternità: due nuove “sfide” per Briatore

Nel 2005, dell’amore il giovane imprenditore parlava così: “Cambio spesso donna perché non mi piace perdere tempo, quando sento che un rapporto è alla fine non lo tiro in lungo. La vita è una sola, non sai quando ti tocca morire“. Ma solo 3 anni dopo, Briatore porta all’altare Elisabetta Gregoraci, showgirl calabrese dal cui amore nascerà Nathan Falco, il 18 marzo 2010.

Intorno al mio matrimonio ho sentito molto pregiudizio. Lei è la donna della mia vita: non si arrabbia mai e tiene unita la famiglia. L’ho sposata anche per rispetto dei suoi genitori e perché volevo un figlio“.

Flavio Briatore con la sua famiglia
Flavio Briatore con Elisabetta Gregoraci e il figlio Nathan (settembre 2019)

Purtroppo, il matrimonio finisce a fine 2017, anche se apparentemente senza screzi particolari. In molti ancora “sperano” in un riavvicinamento sentimentale della coppia, soprattutto perché i genitori di Nathan Falco sono spesso paparazzati insieme, con il figlio. Anche se Briatore continua a mantenere il suo fascino e la sua fama da playboy (uno degli ultimi flirt affibbiatigli sarebbe con Benedetta Bosi, una studentessa di 49 anni più giovane).