militari controllano i documenti

Il governo italiano avrebbe lanciato un appello diretto al Segretario della Difesa americano Mark Esper per ricevere aiuto nel combattere il Coronavirus. Questa la notizia pubblicata dalla Cnn, che sostiene di aver ricevuto l’informazione da un funzionario della difesa americano coperto dall’anonimato. In particolare, secondo il canale d’informazione americano, il governo italiano avrebbe chiesto al capo del Pentagono l’erogazione di materiale sanitario come mascherine e ventilatori.

Inoltre, la richiesta d’aiuto comprenderebbe anche la collaborazione dei militari americani di stanza nel nostro Paese attraverso la fornitura di personale medico e ospedali da campo.

Il tutto andrebbe a supporto dell’esercito italiano già operativo sul territorio per far fronte all’emergenza Coronavirus.

L’emergenza Coronavirus è scattata anche negli USA

Negli Stati Uniti è salito a circa 400 il numero dei morti, mentre si contano più di 32.000 contagiati. Il presidente americano Donald Trump ha ordinato il dispiegamento della Guardia nazionale americana negli stati di New York, Washington e California, i più colpiti dal Covid-19. Come riportato dalla Cnn, Esper ha recentemente dato ordine al Dipartimento della Difesa americano di fare scorta di mascherine e ventilatori per gli ospedali statunitensi e ha attivato delle unità speciali in grado di costruire ospedali da campo.

Esercito italiano attivato in diverse zone del territorio

Già da alcuni giorni Regioni e Comuni avevano invocato l’intervento dell’esercito al fianco delle forze dell’ordine. Pare che la richiesta sia stata accolta e che il dispiegamento delle forze armate cominci ad essere sempre più presente in tutto il territorio. 100 soldati si stanno schierando al confine con la Slovenia, mentre 114 militari sono stati attivati in Lombardia. Esercito schierato anche a Torino, soprattutto nelle periferie, dove continuano a riscontrarsi assembramenti di persone.

Lo stesso accade in Sicilia dove l’esercito è a regime in tutte le province, tranne che a Siracusa e Ragusa, dove i prefetti non ne hanno chiesto il supporto.