campagna shock coronavirus cagliari

Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”: questo è uno dei diversi cartelloni shock comparsi a Cagliari in formato 6×3. La campagna contro il Coronavirus voluta dal sindaco di Forza Italia Paolo Truzzu ha suscitato molte polemiche, dividendo la cittadinanza tra chi appoggia e chi trova inaccettabile una simile “colpevolizzazione” del cittadino.

Cagliari, i cartelloni “incriminati”

Le scritte della campagna di sensibilizzazione sul Coronavirus sono state affisse sulle strade di grande percorrenza. La grafica è spoglia: le scritte, in rosso e nero, compaiono su cartelloni delle dimensioni di 6m per 3, e sono tutte firmate dal Sindaco con un motto di chiusura:Meno usciamo, prima ne usciamo.

Monta la polemica che divide l’opinione

Si è subito scatenata la bufera sui social. Molteplici i post di denuncia su Facebook in cui si considera inaccettabile una campagna di questo genere, tra i quali quello dell’esponente dell’opposizione Francesca Ghirra, già assessore all’urbanistica nell’amministrazione precedente, che è stata rivale dell’attuale sindaco Paolo Truzzu alle elezioni ed è attualmente consigliera presso il comune di Cagliari.

post facebook di Francesca Ghirra
Post Facebook di Francesca Ghirra

Sulla sua pagina Facebook Ghirra si è scagliata contro l’atteggiamento del sindaco: “Ci piacerebbe che il sindaco avesse un atteggiamento positivo e rassicurante nei confronti della cittadinanza piuttosto che cercare di far rispettare le regole con la strategia del terrore“.

Ghirra: “Eccessiva e di cattivo gusto

La Consigliera scrive poi chiedendosi a chi fossero rivolti quei messaggi, se siano o meno un tentativo di colpevolizzazione nei confronti dei comuni cittadini: “A chi sono rivolti esattamente questi messaggi? A quelle persone che tutti i giorni dobbiamo ringraziare perché con il loro lavoro preservano la nostra salute? O a chi ci consente di mettere il cibo sulle nostre tavole?

O a quanti hanno avuto la sfortuna che qualche persona cara si ammalasse?”. Si dichiara “molto amareggiata e dispiaciuta” definendo la campagna davvero eccessiva e di cattivo gusto.

L’ultimo attacco va all’impiego stesso delle risorse: “Avrei preferito che le risorse impiegate (quelle per la stampa, visto che l’agenzia ha comunicato di aver messo gli spazi a disposizione gratuitamente) fossero utilizzate in altro modo”.

Truzzu: “Passato lo choc, riflettiamo

Non si è fatta attendere, sempre tramite i social, la risposta del Primo Cittadino Paolo Truzzu, che in un lungo post su Facebook spiega la sua scelta per questa campagna pubblicitaria: “Quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato.

Che avrei ricevuto gli insulti[…] Ma mi sono chiesto: è più importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini?”.

post facebook di paolo truzzu
Post Facebook del sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu

Truzzu spiega poi di conoscere bene quanto sia dura come campagna specificando comunque l’intento: “Passato lo choc iniziale, si possa riflettere“. Continua poi pensando anche a cosa potrebbe accadere una volta finita l’emergenza: “Mi spiace ma questa è la realtà.

Mi preoccupo che tutti, oggi e domani, siano in ottima salute. Per riprendere in mano, dopo questa tragedia, il presente e il nostro futuro. Senza nessun intento di criminalizzazione dei cagliaritani. Cagliaritani che nella maggior parte si comportano con correttezza. L’ho sempre detto e li ringrazio”.

Il sindaco di Cagliari: “Tutto gratis

Il Sindaco quindi fa riferimento ai flussi di traffico sulle strade a grande percorrenza su cui sono stati affissi i cartelli: “Ma il problema sono gli altri che rischiano di vanificare il lavoro di tutti. E vedendo i flussi di traffico vi dico che non sono così pochi quelli che si muovono senza giustificazione.

[…] E allora mi faccio una domanda: se non siamo disposti ad affrontare una rinuncia in momento come questo, quando mai dovremo farlo?”. Infine ha sottolineato come questa campagna non sia costata un euro al comune, come le affissioni: “Tutto gratis.

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