Andrea Tesei, lo scout ucciso dal Covid

Il coronavirus non fa sconti, neanche ai più giovani. Andrea Tesei, caposcout di 26 anni originario di Predappio, è morto a seguito di alcune complicazioni. Una scomparsa che ha sconvolto la comunità cittadina e che dimostra, ancora una volta, che il coronavirus non colpisce solo gli anziani.

Coronavirus, stroncata la vita di un giovane di 26 anni

In questi giorni si è sentito parlare molto di fasce d’età. Molti sostengono che siano gli anziani con patologie pregresse la categoria che rischia di più e che i giovani rischino poco o nulla.

Niente di più lontano dalla verità. Il coronavirus colpisce indistintamente le categorie e in rapporto al sistema immunitario, può diventare devastante.

Andrea Tesei ne è la dimostrazione. Alla comparsa dei primi sintomi, era stato ricoverato nell’ospedale di Cesena. Un ricovero lampo, le sue condizioni erano migliorate e i medici avevano deciso di trasferirlo all’ospedale di Forlì. Il suo corpo sembrava reagire bene, ma un improvviso peggioramento ne ha causato la morte. Il sindaco di Predappio è sconvolto: “È un terribile colpo per la nostra comunità, è la tragica dimostrazione che il virus non uccide solo gli anziani.

I giovani, perciò, debbono stare molto attenti”.

Il coronavirus non risparmia nessuno: ecco i morti più giovani

Chi si aspettava clemenza dal coronavirus è rimasto deluso. I contagi sono in calo, è vero, ma c’è poco da festeggiare. L’età media dei morti rimane alta, ma non sono pochi i giovani che hanno perso la vita nel mondo a causa delle complicazioni del virus. La Francia ha pianto la morte di Julie, 16 anni, la più giovane vittima dell’epidemia. In Inghilterra invece si piange la morte di Chloe Middleton, 21 anni.

Entrambe le ragazze godevano di ottima salute e non avevano patologie pregresse.

Stesso discorso per le giovani vittime italiane. Andrea Tesei aveva soltanto 26 anni, 7 in meno di un altro morto giovanissimo, Alexander Roa, 33 anni. Il giovane lavorava a Novara in un supermercato da qualche giorno e lamentava sintomi influenzali. Trasferito in terapia intensiva, si è aggravato ulteriormente ed è morto. Due morti giovanissimi che simboleggiano la forza devastante del virus.

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