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Pyongyang ha testato con successo un grande lanciatore multiplo di missili“: è l’annuncio dell’agenzia di stampa ufficiale Kcna (Korean Central News Agency) secondo cui i test missilistici della Corea del Nord procederebbero anche in assenza del leader Kim Jong-un. Immediata la replica di Seul.

Lanciamissili multiplo verso il Mar del Giappone

Secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale Kcna, la Corea del Nord avrebbe portato a termine i test su un grande lanciamissili multiplo dalla costa orientale verso il Mar del Giappone. Un annuncio che arriva poche ore dopo il lancio di quelli che il governo sudcoreano di Seul aveva indicato come missili balistici a corto raggio.

Le operazioni delle ultime ore, che secondo Kcna si sarebbero concluse con successo, sarebbero state coordinate da Ri Pyong-chol (membro del Politburo e vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori). Nell’ennesima cronaca delle imprese nordcoreane, dunque, il leader Kim Jong-un sarebbe mancato all’appello. Sempre secondo Kcna, Il nuovo sistema missilistico dovrebbe essere consegnato all’esercito nel breve periodo.

La replica di Seul

I vettori lanciati dalla Corea del Nord avrebbero coperto una gittata di circa 230 km, raggiungendo un’altitudine di circa 30.

Immediata la replica di Seul, che ha sottolineato l’inopportunità dei test missilistici di Pyongyang in un momento storico particolarmente delicato come questo.

Il Comando di Stato maggiore sudcoreano, secondo quanto riportato dall’Ansa, avrebbe diffuso una nota di commento alle attività militari che risultano appena condotte: “In una situazione in cui il mondo sta avendo difficoltà con la pandemia del Covid-19, si tratta di atti militari inappropriati“.

Kim Jong-un aveva preso parte alle 3 precedenti sessioni di test missilistici portati avanti nel mese di marzo, nell’ottica di un rafforzamento intensivo della capacità di autodifesa annunciato dopo l’arenarsi dei negoziati con gli Stati Uniti sul nucleare.

Nel gennaio scorso, il leader nordcoreano aveva parlato alla nazione citando l’imminente introduzione di “nuove armi strategiche” nell’apparato militare interno.