mani di un dottore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – ha sottolineato come, per un possibile vaccino contro il Coronavirus, potrebbero mancare almeno altri 12-18 mesi.

Nel corso di una conferenza stampa, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, si è soffermato sull’esigenza di trovare farmaci efficaci, ma senza inseguire false speranze: “Il vaccino non arriverà per almeno altri 12-18 mesi. Nel frattempo, sappiamo come sia urgente il bisogno di curare i pazienti e salvare le loro vite”.

Sbagliato l’utilizzo indiscriminato di farmaci

Il dibattito su come e quando procedere all’utilizzo di farmaci sperimentali è di scottante attualità, vista l’emergenza sanitaria che impone tempi molto rapidi. L’Oms sconsiglia però caldamente di affidarsi a prodotti senza prima svolgere ricerche approfondite: “Ci appelliamo alle singole persone e alle nazioni, affinché si astengano dall’implementare cure di cui non si sia dimostrata l’efficacia nel trattamento del Covid-19 – ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus – La storia della medicina è piena di esempi di farmaci che funzionavano sulla carta o in provetta, ma che poi non hanno funzionato sulle persone o si sono rivelati addirittura dannosi”.

L’utilizzo di prodotti originariamente concepiti per la cura di altre patologie, si sottolinea, potrebbe altresì causare una carenza di medicinali per le persone che ne avrebbero veramente bisogno.

Autorizzate le sperimentazioni su 4 farmaci

La speranza è quella di procedere sulla strada di sperimentazioni rapide, ma senza rinunciare a tutti i dovuti controlli di sicurezza. L’Oms ha fatto riferimento al progetto che vede coinvolte, tra le altre, Norvegia e Spagna, che si occuperanno di testare l’efficacia di quattro differenti farmaci contro il Covid-19: “Questa è una sperimentazione che taglierà drammaticamente il tempo necessario per generare robuste evidenze scientifiche sull’efficacia dei farmaci – ha spiegato ancora il direttore generale – Più di 45 nazioni stanno contribuendo e molte altre hanno espresso interesse.

Più Paesi si uniranno ai test, più velocemente avremo i risultati”.

Tutto questo mentre nel mondo si sono superate le 30mila vittime e le 700mila persone contagiate. Si stratta di numeri importanti, a cui va però affiancato quello degli oltre 150mila pazienti che sono già guariti.

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