due agenti della polizia

Rimanere a casa per l’emergenza Coronavirus può nascondere parecchie insidie. Per molte persone il periodo passato fra le mura domestiche rischia di trasformasi in vera e propria convivenza forzata, con un conseguente aumento di episodi di violenza.

Si tratta di un’eventualità tenuta in seria considerazione dalla Polizia di Stato che ha lanciato una nuova versione della sua app YouPol. Da oggi, direttamente dal proprio smartphone, sarà possibile segnalare reati di violenza che si consumano nell’ambiente domestico.

Un’app per segnalare gli abusi

YouPol era stata originariamente concepita per aiutare i cittadini a segnalare casi di spaccio e bullismo.

Rivolta principalmente ai ragazzi, consentiva di mandare un messaggio agli operatori della polizia, allegando eventualmente anche una fotografia del reato in corso. Queste funzionalità vengono ora estese alle violenze domestiche che compariranno fra le opzioni a disposizione degli utenti.

Il messaggio di aiuto viene inviato in tempo reale alla questura del proprio territorio e, essendo automaticamente geolocalizzato, indica alle forze dell’ordine l’esatta posizione in cui sta avvenendo il reato. Disponibile gratuitamente per dispositivi Ios e Android, l’app prevede la possibilità di inviare segnalazioni anche in forma anonima, per esempio nel caso di un testimone indiretto, come un vicino di casa.

Le parole del ministro dell’Interno

L’iniziativa è stata promossa dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che, in un messaggio video, ha spiegato il funzionamento dell’app, sottolineandone l’importanza per tutte le vittime o i testimoni di abusi qualora si trovassero impossibilitati a chiamare direttamente i numeri di emergenza: “La Polizia di Stato e gli operatori delle forze di polizia sono sempre vicini a voi, non abbiate timore – ha dichiarato il ministro dell’Interno in un videomessaggio diffuso dal Viminale – Questa è un’iniziativa che abbiamo assunto anche d’intesa con il ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, perché abbiamo avvertito l’esigenza di essere vicini ai più deboli e ai più fragili in questo momento di difficoltà per l’Italia”.

Nell’ambito dello stesso provvedimento, fa sapere il Ministero, è stata data direttiva ai prefetti affinché vengano supportati i centri antiviolenza e le case rifugio, fondamentali per garantire alle vittime un luogo protetto in cui soggiornare.

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