mascherine

Negli ultimi mesi un nuovo oggetto è diventato, gradualmente sempre di più, parte della nostra quotidianità. Si parla delle mascherine, barriera di protezione che, a seconda della tipologia, risulta essere più o meno efficace. Ora che le regioni si stanno muovendo per regolamentare l’obbligo di uscire provvisti di mascherine, i cittadini italiani si chiedono cosa sia giusto fare.

Poche mascherine rispetto alle necessità

Le disposizioni della Regione Lombardia impongono l’uso di mascherina per coloro che escono di casa, con l’alternativa dell’utilizzo di sciarpa o supporto di stoffa per chi non avesse le mascherine.

Il problema della quantità disponibile è difatti molto sentito: non ci sono mascherine per tutti, e non per cambiarle con alla frequenza che sarebbe necessaria.

Mascherine fai da-te: da evitare

Alcuni hanno cominciato a fabbricare delle sorte di mascherine “fai da-te”, che però sono estremamente sconsigliate dagli esperti come Giuseppe Sala, direttore del dipartimento di Scienze e tecnologie aerospaziali del Politecnico. L’esperto, interpellato da Repubblica, ha ribadito: “Mi auguro che la gente usi il buonsenso. Non deve passare l’idea che per proteggersi va bene tutto: abbiamo già dimostrato che non è così”.

La circostanza peggiore è quella di utilizzare un supporto sbagliato in presenza di positività: “Se sono un asintomatico e ho davanti alla bocca la federa di un cuscino non serve a nulla: questo maledetto virus passa. E come ho già spiegato più volte, i meccanismi di filtraggio delle mascherine vere sono complessi, chiamano in causa meccanismi elettrostatici che i tessuti comuni non hanno”.

La sciarpa mi protegge dal contagio?

Piuttosto inutili si rivelano anche colli alti e sciarpe: “Proteggono da qualcosa di macroscopico. Se io starnutisco e ho davanti un fazzoletto non è come non avere nulla.

È come dire “tossisci” nell’incavo del gomito, parliamo di buone pratiche che comunque non possono prescindere dalle regole sulle distanze. Guai, però, se le persone credono che possano sostituire una mascherina”.

Mascherine: quali sono, come funzionano

L’efficacia delle mascherine, e la funzionalità, varia da modello a modello. Le mascherine chirurgiche ad esempio proteggono gli altri da un contagio, ma non proteggono chi le indossa. Le FFP2-FFP3, invece, se hanno la valvola proteggono noi stessi ma non gli altri, perché attraverso la valvola permettono la fuoriuscita di germi e virus.

Quelle senza valvola proteggono invece in entrambi i sensi. Il vero problema è il riutilizzo, che può essere fatto sono in casi di sanitizzazione, ovvero “pulizia” della mascherina, che può funzionare solo se la stessa è usata il meno possibile. Lo stabilimento Chimico Farmaceutico Militare ha stilato un procedimento ad hoc per la sanitizzazione che prevede l’uso di una soluzione idroalcolica al 70% che, applicata sulla maschera e sulle mani, dovrebbe uccidere tutti i virus e poi evaporare a sua volta nel giro di 30 minuti circa.

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