marco vannini

Oggi Marco avrebbe compiuto 25 anni“, sono le parole della madre del giovane Vannini, morto la sera del 17 maggio del 2015. Oggi, 8 aprile, Marco Vannini avrebbe di fatto compiuto 25 anni.

Marco Vannini, oggi sarebbe stato il suo 25esimo compleanno

Nel giorno del suo compleanno, la madre di Marco Vannini ha deciso di rivolgere dolci parole al figlio in un momento peraltro difficile, con un’epidemia da Coronavirus che le impedisce di poterlo salutare porgendogli i fiori sulla tomba, come avrebbe fatto di consueto. Un gesto simbolico, un momento di raccoglimento ora negato per le misure di sicurezza vigenti per contrastare l’emergenza e che tolgono ai genitori di Vannini ma anche ai tanti che hanno sempre dimostrato il proprio affetto per il giovane, di ricordarlo e omaggiarlo.

I dolci auguri della madre Marina

Ma a casa della famiglia di Vannini, il tempo si è fermato ben prima della quarantena, il 17 maggio del 2015 quando loro figlio ha perso la vita. Come dicevamo però, sempre forte è stato l’affetto nutrito nei confronti del ragazzo e da sempre, soprattutto sui social, sono tantissimi coloro che quotidianamente spendono parole in ricordo di Vannini e forte vicinanza alla sua famiglia che nel dolore non è mai stata lasciata sola.

Marco, figlio mio, auguri di buon compleanno. Oggi avresti compiuto 25 anni se non ti avessero ucciso – sempre le parole della madre Marina, rilasciate in questo caso al giornalista Gian Pietro Fiore, che lui stesso pubblica su Facebook – Sei sempre qui con me, ti porto sempre nel mio cuore. Per te preparerò una torta di mele che era la tua preferita.

Sopra ci metterò una candela e sarà come mangiarla insieme“.

post di gian pietro fiore su marco vannini
Il post di Gian Pietro Fiore che ha raccolto il ricordo della madre di Marco Vannini. Fonte: Facebook

Sempre al giornalista, la madre di Vannini confessa il dolore dovuto al fatto di non potersi recare al cimitero, abitudine ormai di tutti i giorni da quando Marco non c’è più: “Purtroppo non potrò recarmi neppure al cimitero, come faccio tutte le mattine da quando me l’hanno ucciso, perché è stato chiuso in seguito all’emergenza sanitaria. Ma non rinuncio alla sua festa e al suo ricordo.

Marco vive sempre con noi e dentro di noi. E lui che ci dà la forza di andare avanti, anche se io e Valerio siamo davvero stanchi e distrutti dal dolore“.

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