Mattia Cigalini

Il sindaco di Agazzano, un piccolo paese in provincia di Piacenza, è sceso in piazza lo scorso 31 marzo per onorare le vittime del coronavirus. A termine del minuto di raccoglimento ha suonato con il sassofono il Silenzio fuori ordinanza, la melodia intonata solitamente durante le cerimonie di bandiera e i funerali militari: “Solo un’altra volta nella mia vita mi era capitato di suonare con le lacrime agli occhi: era febbraio 2012 e suonavo per mia madre”, ha scritto su Facebook.

Il sindaco jazzista

Mattia Cigalini, 30enne piacentino, è stato eletto sindaco di Agazzano nel 2016.

Nonostante la giovane età, è già molto conosciuto, essendo uno dei jazzisti più interessanti della sua generazione. Autore di sette album in studio, ha avuto la possibilità di collaborare con i grandi artisti internazionali del settore e di fondare l’omonima azienda, che si occupa della fabbricazione di strumenti musicali. Dal 2019 insegna il sax al conservatorio di Piacenza, a testimoniare il profondo legame che lo lega alle sue terre di origine. Non è un caso che il ricordo delle vittime del Covid-19, davanti al municipio di Agazzano, lo abbia particolarmente commosso.

Il dramma dell’epidemia, infatti, non ha risparmiato nemmeno il piccolo comune: “Purtroppo ho ricevuto conferma dall’USL riguardo un ulteriore aumento dei casi (già noto in via informale) sul territorio di Agazzano, che evidenzia ora un totale di 17 positività”, ha comunicato il giovane sindaco su Facebook.

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Oggi alle 12.00, dopo aver osservato il minuto di silenzio di fronte al tricolore a mezz'asta, ho suonato una versione del "Silenzio fuori ordinanza" con il sax.Solo un'altra volta nella mia vita mi era capitato di suonare con le lacrime agli occhi: era febbraio 2012 e suonavo per mia madre.Un abbraccio affettuoso a tutti.

Pubblicato da Mattia Cigalini su Martedì 31 marzo 2020

La drammatica situazione del piacentino

Secondo i dati del Ministero della Salute, il piacentino risulta una delle zone più colpite dall’emergenza, con quasi 3mila contagi dall’inizio dell’epidemia. In tutta l’Emilia-Romagna sono circa 2200 le vittime, una situazione decisamente preoccupante che, negli scorsi giorni, aveva riguardato persino l’impianto per la cremazione delle salme del cimitero di Piacenza.

Come riporta l’Ansa, a fine marzo il sistema era arrivato vicino al collasso, con un centinaio di bare che giacevano in attesa della cremazione. La struttura aveva inizialmente dato una mano a Bergamo e Brescia, realtà interessate da problemi simili, salvo poi andare in difficoltà a causa dell’elevato numero di decessi occorsi in brevissimo tempo.

(Immagine in alto: Facebook / sindacoagazzano)

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