Sarah Scazzi

10 anni fa il delitto di Avetrana, tra le pagine più sinistre della cronaca. Vittima Sarah Scazzi, 15 anni, che oggi ne avrebbe 25 se quel maledetto 26 agosto 2010 la sua vita non fosse finita tra le mani di chi, per la giustizia italiana, l’avrebbe uccisa: Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

Sarah Scazzi oggi avrebbe 25 anni

Nata il 4 aprile 1995, Sarah Scazzi oggi sarebbe una 25enne come tante se la sua storia non fosse diventata tragedia e se la sua vita non fosse finita tra le mani di zia e cugina, Cosima Serrano e Sabrina Misseri.

Sono loro, per la giustizia italiana, le uniche responsabili della sua morte, condannate in via definitiva all’ergastolo.

Un percorso giudiziario in cui non è mancata la criptica figura di un uomo, ‘zio’ Michele Misseri’, condannato a 8 anni per occultamento di cadavere (fu lui a far ritrovare il cadavere della ragazzina in un pozzo), che i giudici hanno inoltre condannato in un processo bis sui depistaggi legati al caso, insieme ad altre 10 persone tra cui Ivano Russo (secondo la ricostruzione “conteso” dalle due cugine e accusato di aver mentito sul giorno in cui si consumò l’omicidio).

Michele Misseri si era autoaccusato del delitto (lo ha ribadito anche in una lettera del gennaio 2020 indirizzata alla d’Urso), ma questa versione non è stata ritenuta attendibile. Intorno, la cornice di numerosi cambi di rotta (fu lui a ritrattare e tirare in ballo la figlia, Sabrina) che hanno imposto alla cronaca dei riflessi sinistri, a tratti indecifrabili e grotteschi.

Avetrana: il delitto e le condanne

Sarah Scazzi è scomparsa in un pomeriggio d’estate, il 26 agosto 2010, ad Avetrana (Taranto).

Viveva con sua madre, Concetta Serrano, sorella di Cosima (la donna che poi sarebbe finita dietro le sbarre con l’accusa di averla uccisa, insieme alla figlia Sabrina), e stando alle ricostruzioni emerse, aveva un profondo legame con la cugina.

Ed è proprio in seno al loro rapporto, secondo quanto emerso a processo, che sarebbe maturato un attrito intestino. Al centro delle presunte liti la figura di Ivano Russo, il ragazzo di cui Sabrina si sarebbe invaghita e di cui sarebbe stata gelosa al punto da agire contro la 15enne.

La sentenza di Cassazione a carico di Cosima Serrano e Sabrina Misseri, datata 21 febbraio 2017, ha sigillato il destino giudiziario delle due donne confermando gli esiti del primo e secondo grado di giudizio a loro carico. Per Michele Misseri, zio della vittima, una condanna in via definitiva a 8 anni di reclusione per occultamento di cadavere.

Nelle motivazioni di conferma dell’ergastolo da parte della Suprema Corte, il ritratto di un’azione pianificata e determinata. Il corpo della vittima gettato in un pozzo e ritrovato a circa un mese dalla sparizione: Sarah Scazzi sarebbe morta per strangolamento, “avvenuto per effetto del concorso sinergico di due persone“.