Il governatore Fontana

La Regione Lombardia continua ad operare in controtendenza rispetto al governo. Nonostante il via libera nell’ultimo decreto del presidente Giuseppe Conte alla riapertura di librerie e cartolerie, la giunta di Attilio Fontana ha decretato ancora il lockdown per queste attività. Il governatore ha inoltre criticato i ritardi di Roma, con cui è in rotta anche per le decisioni sulle zone rosse, dichiarando che la Regione anticiperà la cassa integrazione.

I dati del coronavirus in Lombardia

Nella conferenza stampa di oggi, l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha illustrato gli ultimi dati sulla situazione del contagio di coronavirus in Lombardia.

I dati “non ci consentono di rilassarci“, ha dichiarato l’assessore: ci sono 57.592 positivi, in linea con i giorni precedenti.

I tamponi effettuati oggi sono 9.997, in aumento, così come i positivi, +1.544. I ricoverati sono 12.026 e 1.174 in Terapia Intensiva: “Ci sono un po’ di ricoverati, il virus gira ancora. Ma è meno forte“, commenta Gallerta, “Le persone che arrivano ad essere ricoverate sono meno gravi di una volta“. I decessi tornano ad aumentare: sono 10.511, +273 rispetto a ieri.

Infografica dei contagi nella Regione Lombardia
Infografica dei contagi nella Regione Lombardia

Record di mobilità

Un elemento negativo illustrato dalla conferenza stampa è il record di mobilità della giornata di ieri, del 41%, dovuto probabilmente all’approssimarsi della Pasqua.

Le autorità invitano ad uscire il più possibile e stanno attuando una stretta dei controlli. Ad oggi è indispensabile seguire le regole del distanziamento sociale per evitare nuove ondate di contagi.

Attilio Fontana, l’annuncio sulla cassa integrazione

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un videomessaggio su Facebook ha annunciato misure straordinarie per l’erogazione della cassa integrazione. La giunta leghista è da tempo in rotta con il governo centrale sulla gestione dell’emergenza coronavirus, e non sembra voglia smorzare i toni.

I cittadini non possono aspettare. Non sappiamo ancora se e quando arriveranno i soldi del governo per le imprese e i lavoratori“, ha dichiarato Fontana, “La Regione Lombardia con un accordo con il sistema bancario e i sindacati garantisce le risorse per l’anticipo della cassa integrazione. Entro una settimana fino a un milione di lombardi potranno chiedere in banca l’assegno. Soldi veri. Se lo Stato non c’è garantiamo noi“.

Regione Lombardia anticipa la cassa integrazione

❌ Servono fatti, le famiglie lombarde non possono più aspettare.Regione Lombardia non aspetta lo Stato e – grazie a un accordo con banche e sindacati – anticipa la cassa integrazione ai lavoratori lombardi. Tra una settimana fino a un milione di cittadini potranno chiedere l’assegno. La Lombardia parla con i fatti.

Pubblicato da Attilio Fontana su Venerdì 10 aprile 2020

Rimangono chiuse cartolerie e librerie

La giunta Fontana ha inoltre deciso di non applicare il decreto del governo che consente la riapertura di librerie e cartolerie, confermando le restrizioni.

Nell’ordinanza regionale si legge che la scelta è stata fatta in considerazione del fatto che il “dato epidemiologico regionale è di gran lunga superiore al dato nazionale“.

Una situazione che “impone l’adozione ed il mantenimento sul territorio lombardo di misure specifiche e più restrittive e comunque adeguate al contesto di riferimento“. Dunque il commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, cartoleria e forniture per ufficio, libri, fiori e piante è consentito esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati.

Saranno invece aperti i negozi per bambini.

Le altre misure in Lombardia per il coronavirus

L’ordinanza. inoltre, consiglia a “gestori degli ipermercati, supermercati, discount di alimentari e farmacie, della temperatura corporea dei clienti, oltre che del personale, prima del loro accesso“.

Tra le altre misure ci sono per le vendite al dettaglio, la messa a disposizione dei clienti di “guanti monouso e idonee soluzioni idroalcoliche per le mani, prima dell’accesso all’esercizio“. L’accesso è inoltre consentito a un solo componente del nucleo familiare, “al fine di limitare al massimo la concentrazione di persone“, tranne per “necessità di recare con sé minori, disabili o anziani“.

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