pino scotto

In una lunga intervista rilasciata alla rivista di settore Rolling Stone, il rocker Pino Scotto non fa sconti a nessuno. Ormai leggenda dell’hard and havey in Italia, il rocker 70enne, al secolo Giuseppe Scotto di Carlo, ha raggiunto la popolarità come frontman dei Vanadium, ma è stato anche vocalist per Fire Trails e i Pulsar.

Ora si prepara ad uscire con un nuovo lavoro, in un panorama musicale che sembra non convincerlo affatto. Pino Scotto infatti non risparmia nessuno, dai rappresentanti del cosiddetto “indie” agli ex allievi di Amici, come Emma Marrone e Alessandra Amoroso, passando per i nuovi fenomeni sanremesi come Achielle Lauro e Diodato.

Ma ne ha anche per i grandi nomi della musica italiana come Eros Ramazzotti e Laura Pausini e i suoi “colleghi” rocker Ligabue e Vasco Rossi.

Il rock per Pino Scotto

Con audacia Pino Scotto prende le dovute distanze da alcuni dei più grandi nomi del rock italiano. “Mi sale un po’ la carogna quando sento dire che Ligabue è rock, che Vasco è rock” dichiara senza peli sulla lingua a Rolling Stone. “Il rock è una cosa completamente diversa.

Fra un po’ Ramazzotti mette la chitarra distorta in un pezzo – che poi è sempre quello, perché scrive la stessa canzone da 40 anni – e diranno che si è messo a fare rock“.

Per Pino, il rock non è solo un genere musicale, è una percezione della vita stessa. “Il rock non è solo una questione musicale, è anche un’attitudine, un modo di pensare, di vivere“. Ma non distrugge tutti, ad esempio riscontra la vocazione rock in artisti come “Caparezza è rock.

Lo conosco bene, abbiamo anche fatto un brano insieme. Conosco la sua anima, il suo cuore, il suo valore artistico. C’è tanto rock nella sua musica, anche se non si sente“.

La critica ai talent

Se è duro con i rocker, con i prodotti dei talent è davvero spietato. “Per prima cosa hanno stancato. E poi la gente si è resa conto che da lì non è mai venuto fuori uno decente e che valga” dice a Rolling Stone.

E nella sua lista nera rientrano alcuni dei cantanti più apprezzati del momento.

Mengoni cerca di fare Alex Baroni, la Marrone sembra Gianna Nannini con la diarrea, quando urla. Poi la Amoroso cerca di imitare la Pausini ed è pure stonata. Almeno la Pausini è intonata“. Il rocker si fa ancora più duro, fino a che la sua critica non colpisce anche Barbara D’Urso e Maria De Filippi. “Sono convinto che siano il suicidio dell’arte e della musica. Hanno fatto credere a questi ragazzini che basta cantare una cover per diventare famosi. Sai quanti ne ho incontrati, in tour, di questi ragazzini? Sono tutti in analisi, depressi, giustamente. Li fanno sentire delle star lì dentro.

Tanto a loro che gliene frega? Finito un reality ne comincia un altro il giorno dopo. Ma il problema sono le persone che le guardano, ‘ste stronzate. Come quelli che parlano, parlano e poi il programma di Barbara d’Urso è seguitissimo“. Poi aggiunge: “Le metterei in galera per spaccio di demenza“.

Contro i nuovi fenomeni

Come se avesse scoperchiato il vaso di Pandora, Pino Scotto ormai è inarrestabile e ne ha anche per i rappresentati dell’indie. “Tommaso Paradiso scrive canzoni su armonie e melodie che Fred Bongusto componeva 40 anni fa, come Una rotonda sul mare.

Non c’è niente di nuovo. Lo chiamano indie, ma è solo un pop di me**a, squallido, triste“.

I nuovi fenomeni non sembrano affatto convincerlo. Parlando di Liberato, ad esempio ha detto: “Meglio, ma è sempre pop scadente. Non c’è più la grande musica, il grande pop, le grandi canzoni“. Poi tirando in ballo Diodato ha aggiunto: “Anche il tipo che mangia le cime di rapa, quello che ha vinto il Festival di Sanremo…“. E a questo punto, spinto il tasto Sanremo, non si poteva certo evitare il commento sull’artista più chiacchierato di questa edizione: “Quello che coi vestiti fa concorrenza a Malgioglio?

Secondo me Achille Lauro è il più grande bluff, la cosa più squallida venuta fuori insieme a Tommaso Paradiso“.