Roberto Burioni a Che tempo che fa

Mentre l’Italia resta in lockdown almeno fino al prossimo 3 maggio, il Governo pensa alla Fase 2 e chiede l’aiuto del comitato scientifico per scegliere una strada per ripartire. Il virologo Roberto Burioni insieme ad altri 11 scienziati hanno pubblicato la loro strategia per la fase 2. Cosa fare quindi contro l’emergenza Coronavirus?

La proposta per la Fase 2

La proposta degli scienziati è quella di creare una maxi-centrale atta a monitorare l’andamento del virus e di individuare in tempo quasi reale la nascita di nuovi focolai di Covid-19 per poterli isolare.

Per tornare gradualmente alla nostra vita di sempre, proponiamo la creazione di una struttura di monitoraggio e risposta flessibile, MRF, dell’infezione da Sars-CoV-2 e della malattia che ne consegue (Covid-19) e, possibilmente, in futuro, di altre epidemie“, si legge nel post pubblicato su Medical Facts. Questa struttura dovrà essere sotto il controllo della Protezione Civile, del Ministero della Salute e del supporto tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Come funzionerà?

Questo nuovo sistema dovrà essere in grado di eseguire un altissimo numero di test, sia virologici che sierologici, soprattutto in quella parte di popolazione che risulta asintomatica.

L’analisi, però, rispetto a quanto avviene adesso, dovrà dare risultati in tempo quasi reale. In questo modo potranno essere individuati immediatamente nuovi focolai epidemici.

A questo si aggiunge anche la possibilità di avere “mandato legale di proporre in modo tempestivo e possibilmente vincolante provvedimenti flessibili in risposta a segnali di ritorno del virus”.

Agli scienziati non sfugge l’importanza poi di comunicare nel giusto modo durante un’emergenza. Come ultimo punto infatti aggiungono la “Condivisione della strategia comunicativa con l’Ordine dei Giornalisti e i maggiori quotidiani a tiratura nazionale” e media in generale, in modo da “evitare i danni potenziali sia dell’allarmismo esagerato che della sottovalutazione  facilona o addirittura negazionista“.

Sanno, comunque, come il progetto che hanno pensato per la Fase 2 “rappresenti un investimento significativo di risorse, necessarie alla sua rapida implementazione nei prossimi quattro-sei mesi“.

L’articolo porta le firme, oltre che di Burioni, di Filippo Anelli, Arnaldo Caruso, Massimo Clementi, Andrea Cossarizza, Giuliano Grignaschi, Giovanni Leoni, Pier Luigi Lopalco, Alberto Oliveti, Guido Poli, Silvestro Scotti, Guido Silvestri e Marcello Tavio.

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