Il premier Giuseppe Conte in primo piano con sguardo corrucciato

Nelle scorse ore il premier Giuseppe Conte ha convocato una riunione con i sindacati. L’oggetto era la discussione di un piano per le riaperture di alcune attività a partire dal 4 maggio, data ora considerata l’orizzonte degli eventi durante l’emergenza Coronavirus. Secondo quanto riportano numerose fonti, Conte avrebbe anticipato quali sono i settori che potrebbero ripartire.

Ok a manifatturieri ed edili

Sulla Fase 2 ogni giorno sembrano trapelare nuove notizie, ma ancora nessun piano ufficiale. Anche nel suo discorso alle Aule, Conte ha ribadito che il comitato e la task force stanno lavorando alacremente per far ripartire l’Italia, ferma da metà marzo.

Stando a quanto riportano le fonti, dopo l’incontro con Vittorio Colao, Giuseppe Conte ha parlato in videoconferenza con i sindacati. A questi, avrebbe riferito alcune novità, “Non è menu bello e sistemato, c’è da lavorare” le parole riportate da Adnkronos. Nel piano presentato, dal 4 maggio potrebbero ripartire le aziende del manufatturiero e delle costruzioni. Assieme a loro, viene riferito, anche alcuni esercizi commerciali e di servizi alla persona, quelle “più funzionali ai settori che riapriranno“.

Tornano al lavoro quasi 3 milioni di persone

Non è stato ancora specificato quali saranno queste attività: il comitato ancora lavora alla definizione di un piano che tenga conto di ogni elemento, tra cui il servizio di trasporto pubblico.

Il piano in preparazione, viene riferito, sarà nazionale ma terrà conto delle specifiche regionali. Intanto, nel corso dello stesso incontro coi sindacati sarebbe trapelato un dato riferito da Vittorio Colao, capo della task force voluta da Conte. Secondo il manager, nell’immediato la fase di allentamento delle restrizioni riguarderà 2,7 milioni di lavoratori. Tanti potrebbero tornare al lavoro, nel pieno rispetto di alcune misure quali distanziamento e dispositivi di protezione.

Interessante anche il dato riportato da Adnkronos e riferito dalla task force: tra i lavoratori dei settori che potranno ripartire, è stimato che solo il 15% utilizzerà il trasporto pubblico. Una stima che non creerebbe particolari problemi ai sistemi locali.

Il lockdown non può essere infinito

Le parole di Conte seguono quanto annunciato nelle ultime settimane, ossia che questa situazione di emergenza non può essere prorogata all’infinito. “Questo lockdown non possiamo protrarlo per un lasso di tempo che diventa molto dannoso per l’economia del Paese” le sue parole riferite da Adnkronos.

Ripartire, quindi, ma senza vanificare gli sforzi: “Se allentassimo in modo indiscriminato, conclude, e senza alcuna garanzia – la frase riportata – saremmo irresponsabili“.

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