Massimo Giletti

In questi giorni sta tenendo banco una polemica molto accesa, che ha per protagonisti il magistrato Nino Di Matteo e il Ministro della Giustizia Bonafede. Il primo, ha sostanzialmente insinuato che la sua nomina al Dap sia stata frenata da reazioni negative dei boss mafiosi. Nel fuoco incrociato della polemica, è finito anche Massimo Giletti, che ha ospitato il duro scambio tra il magistrato e il Ministro.

Lo scontro tra Di Matteo e Bonafede

Il caso è esploso nel corso della puntata di Non è L’arena, condotta da Giletti. Tra gli ospiti c’era, appunto, il magistrato Nino Di Matteo, un nome di punta nella lotta contro la mafia in Italia.

Talmente tanto che, ha raccontato lo stesso, nel 2018 il Guardasigilli Bonafede gli propose la direzione del Dap (Dipartimento di amministrazione penitenziaria). Tuttavia, quella carica andò poi all’oggi dimissionario Francesco Basentini; Di Matteo, quindi, ha rivelato il sospetto che a far cambiare idea a Bonafede sarebbero state alcune intercettazioni di boss mafiosi, che si dicevano contrari alla sua nomina.

Un’ipotesi che Alfonso Bonafede ha definito “infamante”. Anch’egli ospite della puntata, si è subito detto esterrefatto, ribadendo poi tramite social la pericolosità delle accuse del magistrato.

Massimo Giletti denuncia insulti e minacce

Come detto, ora va registrata una “vittima del fuoco incrociato”, ossia il conduttore Massimo Giletti. A sua volta ospite di L’aria che tira, Giletti ha commentato il polverone mediatico e social sorto dopo le dichiarazioni di Di Matteo e relativa risposta del Ministro. “Io sono molto amareggiato. Sto ricevendo insulti, minacce da troppo tempo. Adesso mi sono rotto le scatole. Dico subito a chi mi minaccia che domenica tornerò a parlare di questa storia“, ha dichiarato Massimo Giletti.

Quindi ha difeso la scelta di ospitare Di Matteo e le sue forti dichiarazioni. “Se uno come Di Matteo – ha detto – è costretto tra virgolette a intervenire in una trasmissione quando non ha mai parlato prima e si è tenuto dentro questa cosa per due anni, credo per un senso delle istituzioni, cosa molto rara nel nostro Paese, ecco io credo che se ha sentito la necessità di intervenire ponga un problema serio“.

Giletti: “Io faccio il mio mestiere”

Gli insulti a Giletti, insomma, sembrano voler sottolineare come da parte sua potrebbe essere stato in qualche modo fuori luogo dare spazio ad un illazione del genere, che il Ministro della Giustizia si sarebbe fatto condizionare da boss mafiosi.

Giletti, tuttavia, ribatte: “Il ministro Bonafede ha fatto atti importanti contro la mafia. Ha firmato decreti importanti. Il sottoscritto lo ha riconosciuto. Qui stiamo parlando di una cosa diversa“.

Giletti puntualizza: “Io faccio il mio mestiere di giornalista. E se un personaggio come Di Matteo chiede di intervenire in trasmissione, io ho l’obbligo di ascoltare“. Quindi, pone l’attenzione sul fatto che il M5S ha fatto attendere a lungo una risposta: “Una lunga, lunga riflessione.

E questo già può far dare una lettura di quello che è accaduto“.

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