LUCA ZAIA seduto a un tavolo con le mani giunte appoggiate alla scrivania

La scia di tragiche perdite e disagi portata dal coronavirus è stata paralizzante in tutta Italia, ma c’è una regione che ha agito in maniera migliore di altre ed oggi ne vede i risultati.

Il Veneto, infatti, ha da subito puntato su una politica di monitoraggi e tamponi che ha permesso di controllare (e contenere) l’epidemia molto più che altrove. Il risultato? Un numero di morti decisamente minore rispetto alla confinante Lombardia, e la proclamazione ad “eroe nazionale” del suo governatore, Luca Zaia.

Il Financial Times definisce Zaia “astro nascente”

A riconoscere dei meriti a Zaia è stata anche il Financial Times, che l’ha definito astro nascente della Lega.

Ora, gli elettori si chiedono (e con loro forse tutto il partito) se ci sia un nuovo leader leghista, e se sia davvero finita “l’era Salvini”.

Il modello Veneto e i tamponi “a qualunque costo”

Il modello Veneto ormai è stato riconosciuto per la sua efficacia dentro e fuori i confini italiani. Da subito, Zaia ha preso alcuni provvedimenti in modo che la diffusione del virus fosse sotto controllo: Vo’ Euganeo, paese simbolo della diffusione del Covid-19, è diventato case-study, con tamponi a tappeto in tutta la popolazione.

I risultati hanno dato modo di scoprire molto sulla velocità e le modalità di trasmissione. Le scelte di Zaia, soprattutto all’inizio, sono sembrate controcorrente: a Il Corriere della Sera, in un precoce 16 marzo, diceva che lui avrebbe fatto tamponi a tappeto, a prescindere dalle certezze del governo centrale o dall’opinione di parte della comunità scientifica. “Del bilancio mi importa poco, vale sempre meno della vita dei miei concittadini” diceva il pratico, schietto Zaia: “Non mi faccia dire che me ne frego dei soldi, ma insomma ci siamo capiti.

 Tutto a spese nostre”.

Oggi sappiamo che quel metodo ha dato ottimi frutti: il Veneto è l’unica regione del Nord Italia che può dire di aver quasi sconfitto il Covid. Il Piemonte arranca e la Lombardia che diceva “Milano non si ferma” si è trovata brutalmente in ginocchio, senza considerare gli strascichi delle polemiche e delle inchieste nelle Rsa.

Matteo Salvini in caduta libera

Se la crisi ha messo in luce Luca Zaia, ha portato scompensi a qualcun altro.

La parabola di Matteo Salvini da tempo sembrava ormai nella parte discendente della sua curva: il primo inciampo era arrivato l’anno scorso, ad agosto, quando un colpo di mano forse sfuggito al suo controllo gli aveva fatto perdere la carica di Ministro. Il senatore Salvini, oggi, è stato costretto dagli eventi a fare a meno del suo carburante più efficace, nonché suo banco d’azione prediletto: la piazza.

Calo vertiginoso nei sondaggi

Il suo ruolo, in questa crisi, non è stato di primo piano, ed il risultato si è visto nei sondaggi: un sondaggio Luiss citato nell’ultima puntata di DiMartedì vedeva la Lega al 34% di gradimento e Zaia unico leader al 50%.

Un recente sondaggio Ipsos metteva il senatore al quarto posto in classifica di gradimento, con il 7%.

Luca Zaia possibile prossimo premier

Luca Zaia potrebbe diventare nuovo leader della Lega? In realtà, potrebbe fare un salto ancora più ambizioso, considerato che alcuni alleati di partito lo considerano un ottimo futuro leader di governo. Roberto Maroni, a Repubblica, ha detto. “Zaia non ha alcuna intenzione di fare il capo della Lega. Sa governare e adattarsi alla linea del partito, leale e fedele. Sarà rieletto in Veneto ed è l’unica cosa che gli interessi.

Poi, certo, lo vedrei bene alla guida del Paese fuori dalla pandemia. Luca sarebbe certamente in grado di guidare una coalizione e un governo senza conflitti”.

Maroni non ha rinunciato ad una stoccata finale a Salvini: “Nella storia della Lega c’è stato sempre solo uno stratega: Bossi. Che ragionava d’istinto, sentiva le cose. Ma si faceva poi assistere da un tattico, alla conduzione della barca. E da alcuni consiglieri. Anche Salvini è stratega, ma questo gioco di squadra sinceramente non l’ho visto“.

Zaia: “Lasciatemi fuori da queste manfrine”

Zaia, dal canto suo, accoglie elogi e feedback positivi con moderata signorilità, come riporta Repubblica: “L’obiettività – ha aggiunto Zaia – porta a dire che nella classifica sono in testa tutti quelli che si sono occupati di coronavirus, da Conte in giù.

Poi la politica ha un corso diverso dal coronavirus, non sono minimamente interessato, lasciatemi fuori da queste manfrine”.

L’ultima novità: la banca del sangue

Intanto, la politica del “piccoli passi, molti fatti” che sembra mettere in atto ogni giorno in modo più efficace, oggi segna un altro punto con la decisione di creare una banca del sangue per raccogliere il plasma dei guariti. È stato infatti scientificamente confermato che trasfusioni di plasma di guariti in pazienti malati provoca un’immissione di anticorpi che agevolerebbe notevolmente la guarigione.

“Nelle prossime ore renderemo industriale quello che finora abbiamo sperimentato, raccoglieremo in via prudenziale il sangue dei pazienti che sono guariti, per avere una grande banca di pazienti che si sono ammalati e sono guariti. Quel plasma con gli anticorpi quella sarà la cura”. Il sangue, se non verrà utilizzato, sarà comunque utilizzato per trasfusioni generiche a livello ospedaliero e chirurgico.

Salvini: “Per me è motivo di orgoglio”

Dal fronte salviniano, alla luce di ciò, arriva una risposta diplomatica e di grande accoglienza, pronunciata in un’intervista a 7Gold: “Luca Zaia lo sento tutti i giorni, lavoriamo insieme come con tanti sindaci e tanti altri governatori.

Quindi per me è motivo di orgoglio se qualcuno della Lega è riconosciuto come un grande sindaco, un grande governatore“.

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