Ilaria Capua

Non sarà il vaccino a portarci fuori da questo incubo nell’immediato“: a sostenere questa posizione è la virologa Ilaria Capua, una delle voci autorevoli che, in questi mesi di emergenza Coronavirus, è intervenuta più volte sull’argomento Covid-19.

Ilaria Capua: la posizione della virologa sul vaccino

Mentre i laboratori di tutto il mondo rincorrono la pista di un vaccino contro il Coronavirus, sono tanti i pareri scientifici intervenuti sull’argomento in questi mesi. La ricerca continua, in un contesto di sperimentazione fluido e complesso in cui è bene muoversi con le dovute cautele, per evitare facili allarmismi e altrettanto facili entusiasmi.

Ai microfoni della trasmissione diMartedì, condotta su La7 da Giovanni Floris, la virologa Ilaria Capua ha risposto ad alcune domande proprio su questo asse nevralgico della lotta al Covid-19, non nascondendo un punto di vista fermo che la vede scettica su una soluzione di questo tipo nel breve periodo.

Le notizie su test e protocolli in fase di studio arrivano quotidianamente ad alimentare le cronache sulla ricerca di un efficace cura contro il Sars-CoV-2, ma si può davvero sperare di venirne fuori in poco tempo?

Secondo la Capua, la situazione sarebbe la seguente: “Non sarà il vaccino a portarci fuori nell’immediato, purtroppo, da questo incubo“. La professoressa ha spiegato come, in seno ai progressi della scienza in materia di terapie e vaccini, si innestino altre variabili di non secondaria importanza di cui è necessario tenere conto per evitare di sbagliare.

Non è solo la produzione (del vaccino, ndr), anzitutto bisogna vedere i risultati ma ci sono problemi di distribuzione, ci sono tutta una serie di altri problemi. Un vaccino che non ha fatto molta sperimentazione ci penserei due volte prima di farlo, perché i vaccini sono sicuri ma per fare vaccini sicuri ci vuole tempo e attenzione.

Quindi è importante che quelli che verranno prodotti per il Covid abbiano tutte le caratteristiche di innocuità ed efficacia che hanno i vaccini in commercio“.

Il Coronavirus fatto in laboratorio?

Ilaria Capua ha affrontato anche il tema più “nebuloso”, secondo alcune letture della pandemia, relativo all’ipotesi che il Coronavirus non sia di origine naturale ma provenga da un laboratorio. Una tesi sposata non solo dai complottisti della porta accanto ma anche dall’America di Trump (sintetizzata nelle parole del segretario di Stato, Mike Pompeo)

La virologa ha risposto così alla domanda sull’ammissibilità di una simile lettura degli eventi che si sono succeduti in questi mesi: “La base scientifica dice tutt’altro.

Io sono convinta che questo è un virus naturale. È ovvio che io non ho la palla di vetro ma, se è un virus fatto in laboratorio, di sicuro si scopre. Non è possibile farla franca perché i codici genetici parlano chiaro, quindi se è stato fabbricato in laboratorio si scoprirà e se questa fosse la verità salterebbe tutto.

Saltano gli accordi internazionali, salta tutto. Io comunque lo escludo“.

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