giuseppe conte in primo piano

La Fase 2 dell’emergenza coronavirus è cominciata da poco. I dati che la Protezione Civile divulga ogni giorno sono incoraggianti, ma bisognerà attendere ancora qualche settimana per capire quanto l’allentamento delle misure abbia inciso sul numero di contagi. La discussione con le Regioni, soprattutto le ultime con la Calabria, hanno portato a una riflessione nel Governo e ora Conte pensa di anticipare alcune riaperture, almeno in alcune regioni.

Riaperture anticipate

Non c’è alcuna volontà di protrarre questo lockdown residuo, possiamo valutare aperture ulteriori dei negozi“, ha spiegato ieri il premier Giuseppe Conte durante il vertice con le imprese, e si pensa quindi ad un piano, Regione per Regione, per cominciare a riaprire tutte quelle attività che sono ancora bloccate.

Durante una intervista ad Agi, Conte ha confermato che “continuando con il senso di responsabilità sin qui dimostrato, in molti territori si potranno anticipare le riaperture già nei prossimi giorni di maggio“. Sì alla riapertura, quindi, ma non per tutti. Il Premier si concentra sul fatto che solo in alcune Regioni, quelle in cui il numero di contagi lo permette, i bar, i ristoranti, i parrucchieri e i centri estetici potranno riaprire già il 18 maggio, invece di aspettare il prossimo giugno.

Riaprire sì, ma come?

La riapertura tanto attesa per alcuni potrebbe quindi arrivare prima, ma come funzionerà? La task force di Vittorio Colao sta ancora lavorando sulle regole per la riapertura per tutti quei settori per cui il contatto fisico è quasi inevitabile. Francesco Boccia, ministro delle Autonomie, chiarisce: “Stiamo lavorando su bar, ristoranti e parrucchieri ma bisogna aspettare le linee guida dell’Inail per consentire loro di operare in sicurezza. Dal 18 maggio molte attività potranno riaprire e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle linee guida Inail se ne assumeranno la responsabilità“.

Il parere di Toti

Alcune regioni spingono già da giorni per cominciare a riaprire. Giovanni Toti, governatore della Liguria, ha cercato di premere sul pedale dell’acceleratore: “Sulle riaperture non possiamo aspettare oltre. E’ opinione della maggior parte dei governatori che occorra stabilire dei piani di riapertura Regione per Regione. Al governo chiederemo di modificare il Dpcm per consentire alle singole regioni di presentare dei piani di riapertura già dalla prossima settimana“.

Approfondisci

TUTTO sul Coronavirus

Coronavirus, imprenditore si suicida. Il premier Conte: “Notizia dolorosa”

Renzi minaccia il Governo: “Se la fase 2 non parte non stiamo in maggioranza”