primo piano di donald e invanka trump

Gli Stati Uniti sono in prima linea nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Con più di 1 milione e 200mila contagi sono infatti il primo Paese al mondo per numero di contagi. Nonostante l’approccio “business as usual” del presidente Donald Trump, la stessa Casa Bianca negli ultimi giorni registra casi che destano preoccupazione. L’ultima risultata positiva al coronavirus è un membro dello staff della figlia di Donald Trump, Ivanka.

Coronavirus, anche la Casa Bianca sotto attacco

Dopo l’annuncio che uno dei valletti militari di Donald Trump è risultato positivo al coronavirus, la pressione nella West Wing della Casa Bianca aumenta.

L’addetta stampa del vicepresidente Mike Pence, Katie Miller, ha contratto il coronavirus, come confermato dallo stesso presidente Trump, il cui consulente politico Stephen Miller è il marito della donna.

Tweet di Katie Miller
Il tweet di Katie Miller in cui rassicura sulle sue condizioni di salute

Miller non sarebbe stata in contatto con il presidente, ma avrebbe avuto diversi incontri con Mike Pence. La positività dell’addetta stampa ha causato il ritardo della partenza dell’Air Force Two venerdì, che avrebbe dovuto portare il vicepresidente in Iowa.

Secondo la CNN, Miller sarebbe stata in contatto con almeno 6 membri dello staff che avrebbero dovuto volare con Pence, ma tutte le persone con cui avrebbe interagito sarebbero state testate e trovate negative al COVID-19.

Positiva l’addetta stampa di Ivanka Trump

Oggi arriva la conferma per la positività di un altro membro dello staff della Casa Bianca, l’assistente personale di Ivanka Trump. La figlia del presidente è anche una dei suoi consiglieri più fidati, con un suo ufficio nella West Wing. La notizia è stata data alla CNN dai familiari dell’assistente, che non avrebbe avuto contatti con Ivanka Trump da settimane, essendo in telelavoro da 2 mesi.

Il coronavirus mette in ginocchio gli Stati Uniti

La situazione diventa sempre più preoccupante negli Stati Uniti, che registrano 77mila vittime per il coronavirus. La Casa Bianca è al centro delle polemiche dopo i vari contagi tra i membri del suo staff, nonostante le misure igieniche che prevedono disinfestazioni notturne e frequenti test. Anche le procedure per la misurazione della temperatura all’entrata del 1600 di Pennsylvania Avenue sono state estese.

Accortezze che non hanno salvato Donald Trump da aspre critiche per il suo atteggiamento, che sembra voler ignorare la gravità della pandemia di coronavirus.

L’ultima ondata di biasimo c’è stata dopo una visita in una fabbrica di mascherine in cui non indossava il dispositivo di protezione personale. Ieri ha dichiarato che probabilmente non servirà nemmeno un vaccino: “Probabilmente se ne andrà da solo“.

L’economia in ginocchio

A preoccupare è la situazione economica che rischia di esplodere. Il numero dei disoccupati negli Stati Uniti è salito fino al 14,7%, una cifra comunque sottostimata e mai vista dalla Grande Depressione del 1929. Nonostante il Congresso e il Senato abbiamo approvato lo stanziamento di 3 trillioni di dollari per aiutare lavoratori e imprese, gli Stati Uniti rischiano di cadere in una disastrosa recessione.

Le riaperture di Trump

Colpa della strategia fallimentare del governo, secondo il New York Times, con Trump che preme per riaprire tutte le attività economiche nonostante la crescita di contagi di coronavirus. I vari Stati potrebbero però non dare seguito alle speranze del presidente.

A New York, una delle zone più colpite, il governatore Andrew Cuomo ha stilato una lista per le riaperture. L’uscita dal lockdown procederà a fasi e non sarà un “ritorno alla normalità” come sperato da Trump.

I 30 Stati che hanno già ricominciato le riaperture, nonostante abbiano mancato i requisiti indicati dalla Casa Bianca, stanno intanto registrando un aumento di test positivi.

La Casa Bianca viene accusata di aver gettato la spugna e di aver scaricato la responsabilità della gestione dell’emergenza ai governatori. Ad rendere ancora più confuso il quadro, le elezioni presidenziali che si terranno tra 6 mesi. Per gli Stati Uniti la battaglia contro il coronavirus potrebbe essere molto lontana dalla fine.

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