tenda di un bar e ombrelloni

Bolzano e l’Alto Adige aprono prima di tutti durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus: tornano operativi bar, ristoranti e parrucchieri, come previsto dalla legge provinciale approvata pochi giorni fa. Ma cosa succede nelle altre regioni? La differenziazione territoriale sarebbe il prossimo passo per dare la possibilità di ripartire a gran parte delle attività, con un occhio sempre vigile sul numero di contagi.

Bar, ristoranti e parrucchieri aperti a Bolzano

La legge provinciale approvata pochi giorni fa ha permesso al territorio di Bolzano e dell’Alto Adige di ripartire con le aperture di bar, ristoranti, parrucchieri a una settimana dall’avvio della fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

A decorrere dall’11 maggio 2020 le attività inerenti i servizi alla persona e gli altri settori dei servizi sono riaperti – si legge nel testo –, a condizione che sia possibile garantire il rispetto delle misure di sicurezza (…)“. Stessa data e stesse condizioni di ripartenza per i servizi di ristorazione e di somministrazione alimenti e bevande.

Secondo quanto disposto, sono ammessi nuovamente i servizi ai tavoli di ristoranti e bar, a condizione che si rispettino tutte le regole di sicurezza anti-contagio.

Prima fra tutte, la distanza minima di 2 metri tra un tavolo e l’altro, con obbligo di mascherina.

I parrucchieri lavorano con orario prolungato, secondo quanto riportato dall’Ansa con servizi in salone dalle 7 alle 21. Gli operatori del settore devono indossare mascherine Ffp2, mentre per i clienti è sufficiente una mascherina senza particolari filtri. La legge provinciale che ha dato il via libera a bar, ristoranti e saloni riguarda anche ai musei, la cui riapertura è scattata proprio oggi, lunedì 11 maggio.

Tutte le attività artistiche e culturali, comprese biblioteche e centri per i giovani, possono quindi riprendere la loro attività ma sempre nel massimo rispetto delle disposizioni contro la diffusione del virus.

Cosa succede nelle altre regioni

Il tema della differenziazione territoriale in materia di tempi di riapertura era cosa nota, e le Regioni si stanno muovendo con approcci differenti a seconda della situazione dei contagi registrati.

Il ministro Francesco Boccia ha sottolineato la delicatezza di questo momento:Sarà responsabilità delle singole Regioni regolarsi. Se i contagi andranno giù potranno riaprire anche altre cose.

Se i contagi saliranno su dovranno restringere“.

Entro questa settimana saranno definiti i protocolli alla base del prossimo dpcm con cui si dovrebbe dare il via alle riaperture sull’intero territorio nazionale già a partire dal 18 maggio. Il pressing di alcune regioni potrebbe portare ad aperture differenziate, dunque, dopo attenta valutazione dei rischi. Secondo quanto disposto nell’ultimo dpcm, il 26 aprile scorso, l’orizzonte per le riaperture di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici è fissato al 1° giugno (orizzonte che ha scatenato scetticismo e proteste da parte degli operatori dei vari settori).