melania rea

Salvatore Parolisi, condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea, potrebbe uscire di prigione dopo aver scontato soli 10 anni di detenzione.

La notizia, confermata anche dal suo avvocato, ha fatto molto clamore: in molti ricordano il caso della giovane Melania, uccisa durante una gita dal marito, che la vedeva come un impedimento ad una nuova vita con la sua amante.

L’omicidio: uccisa per poter stare con l’amante

Melania Parolisi è stata uccisa con 35 coltellate nell’aprile 2011, quando la sua bambina Vittoria aveva solo 18 mesi ed il suo matrimonio vacillava dopo la scoperta dell’adulterio di suo marito, il militare Salvatore.

Dopo averla uccisa, Parolisi aveva cercato di depistare le indagini marchiando il corpo con delle svastiche e lasciando una siringa sul corpo, nella speranza che si ipotizzasse un omicidio magari compiuto da tossicodipendenti. L’atteggiamento di Parolisi, la mancanza di un alibi e la scoperta dei messaggi scambiati dall’uomo e la sua amante Ludovica avevano però fatto convergere tutti i sospetti su di lui.

L’uomo, istruttore militare, aveva tradito numerose volte la moglie ma si era particolarmente infatuato di Ludovica, una sua ex allieva.

Dopo la scomparsa di Melania aveva scritto diverse volte all’amante, dicendole di cancellare contatti e messaggi avuti con lui.

Il legale: “Li può chiedere ma non l’ha ancora fatto”

L’uomo è stato condannato in via definitiva a 20 anni di carcere nel 2016. La legge prevede che avendo lui scontato 10 anni di detenzione (ovvero metà della pena) potrebbe chiedere di poter uscire dal carcere con dei permessi premio. Il suo avvocato, Nicodemo Gentile, ha confermato questa possibilità a Il Corriere della Sera, puntualizzando che comunque per ora Parolisi non ha chiesto nulla: “Certo, li può chiedere ma che io sappia non l’ha ancora fatto o almeno non l’ha fatto fino a due mesi fa, quando l’ho visto l’ultima volta”.

Non è infatti una procedura così immediata: va considerata la possibilità di un programma di riabilitazione ed un giudice deve dare l’ok alla richiesta. Con la quarantena in atto è ragionevole pensare che Parolisi voglia aspettare tempi più facili. La notizia della possibilità di permessi premio per Parolisi era già stata diffusa l’anno scorso.

La famiglia Rea: “Come uccidere Melania un’altra volta”

La famiglia di Melania Rea non ha accolto con favore la notizia, ed a Il Giornale si dichiara contraria alla possibilità che Parolisi si faccia vivo: “Una persona che ha ucciso la moglie e la madre di sua figlia non può lasciare il carcere dopo appena dieci anni.

Nonostante l’atrocità commessa, a Parolisi era già stato concesso un lauto sconto di pena, concedergli anche i permessi premio o la possibilità di lavorare all’esterno del carcere equivale a uccidere Melania un’altra volta”.

Parolisi non potrà vedere la figlia Vittoria

Parolisi ha perso la patria potestà sulla piccola Vittoria e la famiglia di Melania non è favorevole ad un riavvicinamento: “C’è una legge, che prevede questo allontanamento per il bene della bambina.

Rispettiamola. Magari un giorno, quando sarà più grande, lei stessa potrebbe aver voglia di andarlo a cercare per chiedergli di raccontare la loro storia. Credo che lo possa fare, credo che una figlia ne abbia diritto”.

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