ezio bosso

Ezio Bosso è morto oggi a soli 48 anni, ma la sua vita è stata ricca e intensa e l’ha portato ad essere uno dei talenti italiani della musica d’orchestra più conosciuti al mondo.

Era affetto da una malattia neurodegenerativa dal 2011 ma nonostante questo affrontava la vita con grandissima vitalità ed ottimismo, non abbandonando mai la passione per la musica.

Gli inizi da giovanissimo, poi solista in tutta Europa

Narto a Torino il 13 settembre 1971, Ezio Bosso aveva cominciato ad avvicinarsi alla musica a soli 4 anni: da subito si era mostrato un grande talento ed a 16 anni era già solista e si esibiva in tutta Europa -principalmente in Francia.

La decisione di diventare direttore d’orchestra

Da giovane decide di studiare composizione e direzione d’orchestra e la sua vita cambia: dimostra subito un grande talento e una forte capacità di dirigere le orchestre con passionalità e negli anni ’90 la sua carriera prende il volo definitivamente. A Londra dirige la London Symphony e la London Strings, mentre a casa, a Torino, è direttore d’orchestra per il Teatro Regio.

Lavorerà anche al San Carlo di Napoli, a Bologna, a Mantova ed in molte altre città italiane.

Il regista Gabriele Salvatore lo ha voluto a comporre la musica di 3 suoi film: Quo vadis, Baby?, Io non ho paura e Il ragazzo invisibile.

La malattia

Nel 2011 la sua vita viene stravolta da alcuni gravi problemi di salute: prima una neoplasia, che gli viene asportata chirurgicamente, e poi la scoperta di una malattia degenerativa. Nonostante la diagnosi terribile Bosso continua a lavorare a pieno ritmo per quanto gli consentano le cure, anche se le sue condizioni cliniche peggiorano piuttosto velocemente.

 

L’esibizione commovente a Sanremo

Nel 2016 Ezio Bosso suona Following a Bird, un suo brano, a Sanremo ed incanta tutta Italia con la sua musica e le sue parole, un vero inno alla vita: “Ricordatevi che la musica come la vita si può fare in un modo solo: insieme (…) La musica è una fortuna e, come diceva il grande maestro Claudio Abbado, è la nostra vera terapia”.

Nel 2019 Bosso si è ritirato dalle scene perché la malattia aveva pregiudicato totalmente le sue possibilità di dirigere e comporre, compromettendo l’uso delle mani.

Pochi giorni fa Bosso aveva rilasciato l’ultima intervista a Il Corriere e come sempre si era espresso con grande ottimismo e neanche la quarantena aveva scalfito il suo amore per la vita: “Sarà interessante ritrovare un rapporto fisico. Magari ci sarà un po’ di imbarazzo, magari un po’ di paura. Ci metteremo a ridere o ci spunteranno le lacrime. Non so come sarà. Ma qualsiasi cosa sia sorrideremo. Felici di essere vivi“.

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