primo piano di alda d'eusanio e gianluigi nuzzi a Live - non è la d'urso

L’emergenza Coronavirus continua a tenere banco non solo nei telegiornali, ma anche all’interno dei contenitori d’intrattenimento.

A Live – Non è la d’Urso, scoppia la lite in diretta tra Gianluigi Nuzzi e Alda D’Eusanio sulla multa ricevuta dalla giornalista per una presunta mascherina rotta da lei indossata.

La bufera di Alda sulla sua pagina Instagram

A scatenare la polemica era stata proprio l’opinionista Alda D’Eusanio che in un video Instagram ha attaccato duramente la Guardia di Finanza. All’opinionista si sarebbe rotta la mascherina mentre era all’interno di un bar sotto casa e i finanzieri, secondo la sua versione, appena entrati, le avrebbero fatto una multa a causa del dispositivo di sicurezza non funzionante.

Lo sfogo di Alda era stato durissimo: “Mi stanno facendo una sanzione amministrativa, in quanto credono che io sia una delinquente. Un cittadino non è più libero di uscire di casa e prendersi un caffè, che si ritrova agenti della Guardia di Finanza” aveva dichiarato “Le forze dell’ordine le paghiamo perché ci proteggano e non ci spaventino.

Ma a poche ore dalla condivisione del video, aveva risposto il giornalista Gianluigi Nuzzi con un video sempre su Instagram dove criticava la collega: “Ci sarebbero dei verbali e delle persone che hanno visto la signora D’Eusanio senza mascherina” era stata la versione di Nuzzi.

Lo scontro a Live-Non è la D’Urso

A Live – Non è la d’Urso la conduttrice è voluta ritornare sulla questione per fare chiarezza ed ha invitato i 2 interessati che erano stati i protagonisti del litigio social.

Alda ribadisce la sua versione dei fatti: “Nel verbale c’è scritto che io indossavo la mascherina in modo sbagliato.

L’importante innanzitutto è la distanza di sicurezza si difende in diretta. Ma Nuzzi è di altro parere: “Quando noi personaggi pubblici commettiamo un errore dobbiamo pagare come gli altri, stare zitti e scusarci”.

Inoltre il conduttore di Quarto Grado affonda: “Ne abbiamo piene le scatole dell’Italia che dice “non sai chi sono io”, i furbetti non li vogliamo più, chi sbaglia, paga” conclude il giornalista, dichiarando di voler tutelare le nostre istituzioni.

La polemica però non sembra essersi conclusa in studio. Chissà se ci saranno ulteriori risvolti nella vicenda.