carabinieri

Alex avrebbe ucciso il padre violento per difendere la madre, dopo anni di maltrattamenti in famiglia. Prima l’appello dei docenti della sua scuola per fargli comunque sostenere la maturità in costanza della detenzione, poi quello degli amici che avrebbero chiesto di ospitarlo a casa loro, infine la novità: domiciliari per lo studente 18enne, da scontare a casa di un compagno di scuola.

Uccise il padre violento: Alex ai domiciliari

Domiciliari per Alex, lo studente 18enne accusato di aver ucciso il padre, lo scorso 30 aprile, nella sua abitazione di Collegno (Torino). Il giovane, come ricostruito anche dal racconto della madre, sarebbe intervenuto per difendere la donna durante una violenta lite e il Tribunale del Riesame avrebbe accolto la richiesta dei suoi difensori disponendo la scarcerazione e il trasferimento a casa di un compagno di scuola.

Sarebbero 5, secondo l’Ansa, le famiglie che si erano offerte di ospitare il ragazzo per permettergli di scontare i domiciliari. L’avvocato Claudio Strata aveva chiesto per il suo assistito l’attenuazione della misura cautelare: “Questo ragazzo merita la vita normale che non ha avuto negli ultimi 18 anni“, parole riportate da La Stampa.

L’appello di alcuni compagni, che avrebbero offerto la disponibilità ad accoglierlo, era stato riportato dallo stesso quotidiano.

Sì all’esame di maturità per lo studente

Il caso di Alex ha colpito profondamente l’opinione pubblica e sulla vicenda era intervenuto un appello della sua scuola al fine di consentirgli l’accesso all’esame di maturità.

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha risposto sostenendo la necessità di dargli una seconda possibilità per riprendere in mano la sua vita, proprio attraverso lo studio: “La vicenda di Alex, il ragazzo diciottenne che per difendere la mamma ha ucciso il padre, ha fatto riflettere tutti.

Alex era a un passo dall’Esame di Stato. E lo farà. Come è giusto che sia e come è possibile, nella scuola italiana, grazie a norme inclusive che garantiscono il diritto allo studio, nel rispetto della Costituzione. Come Ministero siamo in contatto con la sua scuola, con l’Ufficio scolastico regionale. L’Esame non cancellerà questa tragedia. Ma quel titolo di studio sarà importante per Alex, per ripartire, per guardare al futuro. E spero che possa proseguire, iscrivendosi all’Università. Ritrovando, nel tempo, la sua strada, la sua serenità.

Lo studio ci fornisce i mattoni su cui si costruisce il futuro (…)”.

Ai microfoni del quotidiano La Stampa, la gioia della madre del ragazzo per i domiciliari, che gli permetteranno così di affrontare l’esame che lo attende: “La felicità è di non saperlo in carcere. Mio figlio è una vittima, non un assassino“.