Un soldato con mascherina sulle bare dei morti da Coronavirus

Gli ultimi tre mesi di storia italiana e mondiale sono stati segnati dall’emergenza Coronavirus. In questo tempo, abbiamo imparato a guardare ai numeri come un indicatore dello stato dell’emergenza, traendovi pessimismo o ottimismo in base all’andamento: nuovi contagi, guariti e morti giornalieri sono diventate le cifre più attese. Tuttavia, potrebbero non essere state in grado di raccontare davvero la realtà della pandemia in Italia. Altri dati, infatti, riportano un numero di morti quasi doppio.

L’analisi sulla mortalità del Covid-19

A condurre l’analisi è stato l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, che in queste ore ne ha condiviso i risultati.

L’analisi, si legge nel documento disponibile sul sito, ha messo a confronto 2 periodi: il primo va dal 1 gennaio al 28 febbraio, il secondo considera i mesi di marzo e aprile, i più critici per l’emergenza Coronavirus. L’obiettivo, era “evidenziare gli effetti sulla mortalità della pandemia da Covid-19“.

A differenza dei dati del bollettino della Protezione Civile, l’Inps non ha confrontato un giorno con l’altro, ma ha guardato ai tassi di mortalità degli anni scorsi, fino al 2015. I numeri emersi, sembrano dire chiaramente che la situazione in Italia è stata ben più grave di quanto conteggiato sinora.

I dati della Protezione Civile sono “poco attendibili”

La differenza rilevata è quella tra la mortalità dichiarata e quella rilevata. Da una parte quindi i conteggi fatti negli ospedali, nelle RSA, raccolti da Regioni e Protezione Civile, dall’altro invece uno sguardo più ampio sulle persone morte nell’ultimo periodo in Italia. Nel rapporto dell’INPS si legge: “La quantificazione dei decessi per Covid-19 […] è considerata, ormai, poco attendibile“. Un dubbio emerso già nei mesi scorsi e che ora sembra trovare conferma.

Il motivo è legato al fatto che considera quasi unicamente i test di positività al virus. Il dato, però, potrebbe essere manchevole: “anche il luogo in cui avviene il decesso è rilevante poiché, mentre è molto probabile che il test venga effettuato in ambito ospedaliero è molto difficile che questo venga effettuato se il decesso avviene in casa“, dice INPS.

Da qui, l’INPS riporta il numero di decessi assoluto rilevato nei periodi osservati. Fino al 28 febbraio, in Italia eran morte 10.148 persone in meno del previsto, basandosi sulle stime degli anni passati.

Situazione diversa invece da marzo ad aprile: “registra un aumento di 46.909 decessi rispetto ai 109.520 attesi.

Quanti sono i morti da Coronavirus in Italia?

Oltre 45mila morti in più del previsto, secondo l’INPS. Nel momento in cui è stata ultimata l’analisi, però, i morti in Italia per Coronavirus erano 27.938 (nel frttempo saliti a 32.486). Lo scarto è di 18.871: “Tenuto conto che il numero di decessi è piuttosto stabile nel tempo […] possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi all’epidemia in atto“.

Quasi tutti, inoltre, nel Nord Italia.

I dati sulla mortalità in Italia forniti dall'Inps
I dati sulla mortalità in Italia forniti dall’Inps

A inizio anno, riporta INPS, i dati erano ben diversi: in Italia c’era meno mortalità del previsto, poi è arrivata la pandemia. Per capire fino in fondo quanti danni avrà fatto, però, “si dovrà aspettare di debellare completamente il virus il che avverrà presumibilmente tramite un vaccino o una terapia antivirale efficace“.

Approfondisci

TUTTO sul Coronavirus

Coronavirus, il ricordo straziante del militare che trasportò le bare di Bergamo