Un uomo con mascherina in metropolitana

Nella Fase 2, quella della convivenza con il Coronavirus, sono fondamentali i dispositivi di protezione personali, come le mascherine. Tuttavia, anche queste difese non sono immuni alle particelle del virus: le trattiene, impedisce che si trasmettono da persona a persona, ma restano delle tracce. L’ISS ha rivelato per quanto tempo il Covid-19 resta sulle mascherine, e le misure necessarie per igienizzarle al meglio.

Il rapporto dell’ISS su superfici e ambienti

Nei giorni scorsi l’Istituto Superiore di Sanità ha divulgato un lungo e dettagliato rapporto, fondamentale perché contiene linee guida valide per affrontare la Fase 2 dell’emergenza in piena coscienza.

Nello specifico, viene spiegato nel dettaglio quanto il virus sia in grado di rimanere sulle superfici, in base al tipo di materiale, e quali siano i modi migliori per igienizzare i vari dispositivi al di fuori delle strutture sanitarie.

Le indicazioni si basano sulle evidenze – si legge nel rapporto – relativamente alla trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, della sopravvivenza del virus su diverse superfici e dell’efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali“.

Quanto rimane il virus nelle mascherine

Tra i punti più interessanti contenuti nel rapporto disponibile sul sito, quella sul tempo di permanenza del Coronavirus nelle mascherine.

Nello specifico, si fa riferimento a quelle non chirurgiche; quindi quelle più comuni che gli italiani sono tenuti a indossare sempre, in interni ed esterni, per prevenire il contagio del virus. Si apprende quindi che le particelle infettanti possono rimane nelle mascherine fino a 4 giorni, nello strato interno, e 7 giorni per quello esterno.

Tanto tempo, quindi, che rende fondamentale non pensare che una mascherina sia per sempre.

Anzi, l’epidemiologo dell’ISS Paolo D’Ancona all’Ansa ha spiegato quale dovrebbe essere la corretta procedura.

Cosa fare con le mascherine lavabili

Nelle scorse settimane l’ISS aveva già state divulgato le linee guida su come smaltire le mascherine utilizzate. Ora, invece, Paolo D’Ancona specifica meglio cosa fare con le mascherine lavabili: “Vanno usate una volta sola e poi messe subito in lavatrice, senza poggiarle sui mobili” ha detto ad Ansa. “In entrambi i casi – lavabili o usa e getta – vanno toccate solo sugli elastici, lavandosi prima e dopo le mani.

 Attenzione infine a non gettarle a terra, il rischio infettivo è minimo ma l’impatto sull’ambiente è alto“.

Tuttavia, questo dato non deve allarmare più del necessario. D’Ancona ha infatti specificato che: “Il fatto che sopravvivono non significa di per sé che trasmettano la malattia: se ci sono poche particelle virali, infatti, la carica infettante è minore“.

Sanificare, disinfettare e detergere

Nel rapporto vengono inoltre specificato molto attentamente le procedure per la pulizia degli ambienti, delle superfici e degli indumenti. Particolare rilevanza ha la differenza di significato tra le parole sanificare, disinfettare e detergere. Con la prima, si intende un “complesso di procedimenti e operazioni” che include anche il mantenimento della buona qualità dell’aria.

Disinfettare, invece, significa abbattere la carica microbica di superfici, ambienti e materiali. Per farlo è necessario usare prodotti disinfettati come bioacidi o presidi medico-chirurgici autorizzati ed efficaci. Diversa invece è la detersione, ovvero la pulizia, il “processo mediante il quale un deposito indesiderato viene staccato da un substrato” e disperso. Pulire prima di disinfettare è fondamentale: lo sporco superficiale infatti ha una buona resistenza ai prodotti disinfettanti, quindi per ridurre ancora di più la carica microbica bisogna assicurarsi di eseguire tutti i passaggi.

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