Beppe Sala e immagini della movida a Milano

Beppe Sala, sindaco di Milano, è uno degli ospiti di Live – Non è la d’Urso, dove vediamo un parterre di politici per discutere della movida che tanti problemi ha creato nel primo week end senza lockdown. Non sono state poche polemiche date le tantissime persone tornate sulle strade e nei locali. Dai video e foto si vede che le regole di distanziamento sociale non sono state rispettate, con folti assembramenti, e molti non indossavano nemmeno la mascherina.

Movida, il sindaco Beppe Sala lancia l’avvertimento

Sala potrebbe aggiungersi presto ai sindaci che stanno prendendo provvedimenti contro la movida.

Un po’ c’era da aspettarselo. Che non vada bene è assolutamente chiaro, ma se lo si aspettava dopo 2 mesi di chiusura“, commenta il primo cittadino, “Così il rischio c’è. C’è qualcuno in giro e qualcuno che manda foto dai parchi, dagli arrivi… La gente si divide tra chi vuole acquistare la libertà e chi difende i suoi sforzi. Io non vorrei chiudere per il bene di quelli che lavorano, ma vediamo…“.

I quartieri della movida a Milano, come in molte altre città italiane, sono stati presi d’assalto dopo la fine delle restrizioni per il coronavirus.

Nonostante i dati mostrino un miglioramento, la situazione in Lombardia rimane allarmante e la città è certamente osservata speciale.

Le prospettive per Milano

Il sindaco a Live – Non è la d’Urso spiega che “Ad oggi la situazione è buona, tutte le simulazioni vanno bene. Tutti aspettiamo il 3 di giugno“. La data è quella che segna il permesso per gli spostamenti tra le Regioni e Sala, forse un po’ ottimista, dichiara che “Le seconde case non sono cose da ricchi“, spiegando che sono tantissimi i milanesi con case al mare e che hanno diritto di andarci.

I problemi non mancano, con la disoccupazione prevista “al doppio, il 12%. Una parte del lavoro non tornerà, pensiamo al turismo. Bisognerà reinventarsi“, commenta il sindaco.

I piani per il futuro green

Sala spiega a Barbara d’Urso i piani per implementare la mobilità green a Milano: “Penso che sia necessario andare avanti in quella direzione, però noi italiani siamo un po’ buffi: quando andiamo all’estero siamo contenti, poi torniamo a casa, tocca a noi e allora la cosa cambia.

Questi processi di cambiamento non si fanno in poche settimane. Il cambiamento si può realizzare, non sono un sognatore“.

Il sindaco sostiene che le difficoltà saranno più difficile nella fase 2 e probabilmente anche nella 3: “Bisogna essere capaci di gestire la situazione, per la politica finché si stava chiusi era più facile. Ora è molto più complesso anche per noi“.

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