mani con guanti tengono in mano un cellulare

In Italia i numeri della Protezione Civile sul coronavirus continuano ad essere incoraggianti, ma le polemiche sulla fase 2 non mancano. I sindaci denunciano le turbolenze di una movida ritenuta fuori controllo, con gli italiani tornati ad occupare piazze durante il primo week end senza lockdown.

In Lombardia, Regione che non vede netti miglioramenti sul contagio del coronavirus, la bufera si è scatenata sull’assessore Giulio Gallera per le frasi dette sull’indice Rt. Inoltre il basso numero di decessi di oggi in Italia è condizionato dal fatto che l’amministrazione lombarda non ha fatto pervenire i dati sulle vittime per coronavirus di oggi.

Coronavirus in Italia: i dati della Protezione Civile

Una buona notizia sono i numeri dei dimessi e guariti, arrivati a 140mila persone (+1.639 rispetto a ieri). In Italia la situazione vede 229.858 persone in totale che hanno contratto il virus (+531 in confronto a ieri). Sono 56.594 gli attualmente positivi (-1.158 rispetto a ieri), mentre 553 sono i casi in Terapia Intensiva (-19) e 8.613 sono ricoverati con sintomi (-82).

L’84% dei positivi, 47.428 persone, sono asintomatici o con sintomi lievi.

Ci sono state oggi 50 vittime, ieri sono state 119, che porta il numero dei deceduti totali per coronavirus a 32.785. I tamponi rispetto a ieri sono in calo, 55.824 oggi, un trend comunque normale durante i week end, con la chiusura parziale dei laboratori.

Il coronavirus in Lombardia

La Lombardia si conferma la prima Regione in Italia per contagi da coronavirus. La Protezione Civile segnala che non sono stati aggiornati i dati odierni sui decessi dalla Regione (che ieri erano 15.840), ma sappiamo che i totali positivi sono 25.614.

Da lunedì al via test sierologici

Il Ministero della Salute informa che da lunedì 25 maggio partirà la campagna, in collaborazione con l’Istat e Croce Rossa Italiana, per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato anticorpi al coronavirus. L’indagine vedrà test sierologici su 150mila persone in 2mila comuni, un campione che verrà contattato per l’analisi del sangue.

La partecipazione sarà su base volontaria ma “conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi, specifica il Ministero.

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